LIBRI E RECENSIONI. IAN MCEWAN - NEL GUSCIO

LE STILETTATE DI IAN


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È Ian McEwan stesso a dichiararlo, e la cosa si attaglia bene a questo Nel guscio: ogni tot. libri lo scrittore inglese ne scrive uno breve e (nelle intenzioni, e spesso nella riuscita) incisivo come una stilettata.. Era stato il caso di Amsterdam (172 pagine), di Chesil Beach (136) e ora del nuovo romanzo (173).

E non era una sfida facile, i riferimenti ad Amleto ma soprattutto la madre di tutte le scelte, dare la voce a un feto - che osserva (o meglio ascolta) da dentro i tentativi di madre e zio di uccidere il padre - e dargliene una particolare, querula, sapiente, in quanto il protagonista viene educato e pasciuto di nozioni dai programmi radiofonici seguiti dalla madre stessa. Sull´aspetto del "calco" shakespeariano avrà chiaramente più gusto chi conosce a menadito l´originale e può godersi giochini e riferimenti scoperti (vedi la scelta dei nomi) o maggiormente celati e criptici.

Rimane il fatto che con premesse del genere (il feto parlante, la parodia del classico) credo fosse facile lasciarsi sfuggire di mano la faccenda perdendosi nei territori del curioso, del manierato o addirittura dell´irritante, e invece McEwan da scrittore di razza quale è - tra i migliori in circolazione, diciamocelo - ne tira fuori un gioiellino dove al centro stanno le miserie umane (tema costante o almeno ricorrente, se ce ne è uno, dell´autore) ma anche un´interrogazione non banale del mistero e dei misteri della vita, corredata da una continua apertura/curiosità (dal punto di vista del feto) verso il futuro e le sue sfide, i corollari e le volute di una cronaca desiderosa di farsi storia. Quest´ultimo aspetto, nelle pagine in cui il feto riflette su quanto sente accadere attorno a lui e si domanda quale destino lo aspetti, consente a McEwan di divertirsi e di fare un po´l´apocalittico, dicendoci la sua (ma senza mai scadere nel rigidamente politico) su temi molto chic come il gender, le guerre, i moti migratori verso la nostra traballante (ma non priva d´orgoglio) Europa, queste ultime pagine visionarie e sinceramente emozionanti.

Credo si sia capito che mi sono divertito molto e ritrovato il gusto di McEwan dopo qualche prova un po´sbiadita. Non è e non vuole credo essere romanzo da canone maggiore dello scrittore, ma rimane una grande prova di bravura, un tipo di libro insieme arguto, inventivo, maligno e leggero - nel senso migliore del termine - che in questi tempi solo lui e pochi altri sanno scrivere.

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Informazioni sul libro

Ian McEwan - Nel guscio
Traduzione di Susanna Basso

Ed. Einaudi
173 pgg.
Attualmente in commercio

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