LIBRI E RECENSIONI. CROCIFISSO DENTELLO - LA VITA SCONOSCIUTA

LO SQUALLORE DI ESISTERE DOPOTUTTO

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Non è semplice parlare di Crocifisso Dentello e di La vita sconosciuta, suo secondo romanzo (seppur scritto prima dell´esordio dello scorso anno con Gaffi), senza affrontare diciamo l´aspetto sociologico/mediatico della faccenda. Perché quest´ultimo c´entra non tanto con il valore di Dentello come scrittore, quanto con le reazioni a volte inconsulte in tutte e due le direzioni che lui stesso - e quindi le sue opere - generano.

Facebook ha accompagnato e anzi in qualche modo credo supportato l´ascesa del Dentello scrittore, bene l´esordio con un piccolo editore, bene le tante recensioni anche su stampa nazionale, e poi lß atto (finora finale), che passare in tempi brevissimi a una major di fatto come La nave di Teseo non è cosa da tutti. L´autore inoltre continua a essere attivo con i suoi stati, non mi pare sia un polemista di professione o un provocatore, ma certo è molto sicuro delle proprie idee, e questo acuisce gradimenti e idiosincrasie. Che si riflettono sul giudizio sulla sua opera. E così via.

Questa introduzione per dire che su questo romanzo ne ho sentite di ogni (l´espressione gergale è voluta, concedetemela), ma credo che il modo migliore per approcciarli sia dimenticare un secondo l´hype socialmediatico e vederlo semplicemente come libro, estraniandosi dalla schiera (nutrita) degli ammiratori incondizionati ma anche da quella (meno numerosa ma agguerrita) dei detrattori feroci.

In realtà La vita sconosciuta è un romanzo breve che ha una sua dignità e un suo motivo d´essere, pur precedente mi pare maggiormente compatto rispetto al primo Finché dura la colpa, non mi pare sciatto e scritto male come qualcuno ha sentenziato in giro per il web.
Certamente stile e visione di Dentello rimangono quelli: frasi articolate, uso di termini desueti e alti, frequente ricorso alla metafora rendono la prosa complicata, a volte arrancante, a tratti macchinosa, ma mi pare mai veramente faticosa, chiaramente per chi usa tante metafore il rischio è di sbagliarne ogni tanto una. E la visione del mondo espressa è nuovamente scura come un tizzone, i personaggi odiano il mondo venendo cordialmente ricambiati, certamente non si nuota nell´ottimismo e nell´allegria, la speranza fa ogni tanto capolino venendo però prontamente riposta in angoli bui o umidi.

Qui abbiamo la vita in retrospettiva di una coppia di umili, di proletari, che hanno vissuto il sogno (o l´incubo) rivoluzionario degli anni ´70, che si sono rassegnati senza rassegnarsi, che paiono non avere un futuro ben definito al di là degli spazi squallidi che devono abitare. I temi in ballo sono tanti per un libro breve, ma non mi pare - come hanno eccepito altri recensori - che vengano accennati o toccati en passant senza approfondirne alcuno. Forse non era nelle intenzioni, mi sembra infatti che a Dentello interessasse soprattutto scandagliare questo rapporto di coppia "ex-post" tra due personaggi umiliati dalla vita ma non veramente addomesticati, ognuno di essi con una routine di sopravvivenza che va dallo scialbo (lei) al vagamente abietto (lui), e che forse si amano ancora (mi pare queste siano le pagine più belle, quando si affronta un sentimento che pare imprevedibilmente resistere, nonostante le premesse avvilenti).

Di certo ci sono alcune ovvietà soprattutto iniziali nella descrizione di una Sicilia come da programma arida e di mentalità chiusissime, di una Milano livida e ben poco accogliente, così come non viene detto nulla di realmente originale sulla lotta armata degli anni di piombo, detto questo le descrizioni di ambiente sono pertinenti, e chi ha girato per la Milano trafficata e opprimenti di certi inverni non avrà difficoltá nel riconoscersi in certi squarci espressionisti e a modo loro potenti.

Rassegniamoci, entusiasti e detrattori: questo romanzo non cambierà il mondo e non ci dice ancora dove arriverà il Dentello scrittore  ma non è neppure un romanzo brutto o addirittura sciatto.

La mia impressione è piuttosto un´altra: da un anno e mezzo circa Dentello vive in una centrifuga, anche questo libro con la major è arrivato in tempi da record, (detto questo non mi pare ci siano difetti particolari di editing, anche la famosa criptocitazione di Piccolo nel contesto del libro pesa veramente poco) ma forse ora è tempo non solo di raccogliere quanto seminato, ma di sedersi e prendere tempo, e lavorare su pregi e difetti, e magari su variazioni e progressi. Almeno questo è ciò che gli auguro.

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Informazioni sul libro
Crocifisso Dentello - La vita sconosciuta
Ed. La nave di Teseo 2017
120 pgg.
Attualmente in commercio 
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