LE ANTICIPAZIONI. LIBRI EVENTO DEL 2017. IAN MCEWAN - NEL GUSCIO

OPINIONI DI UN FETO

Nel guscio


Seppur con qualche ragionevole calo o ammaccatura i romanzi in uscita di Ian McEwan suscitano sempre una certa attesa, non solo per lo standing dello scrittore, ma anche in virtù di una certa capacità di scegliere temi discussi e all´altezza dei tempi, ad esempio nel penultimo La ballata di Adam Henry l´obiezione di coscienza "medica", ovvero l´opposizione alle cure per motivi ideologico-religiosi.

Anche l´ultimo Nel guscio (in originale Nutshell) in uscita a Marzo per Einaudi ha uno di quei "ganci" fascinosi che ti aspetti da uno scrittore come l´inglese.
La narrazione infatti è svolta dal punto di vista di un feto, che si fa testimone del piano della madre e dello zio finalizzato a uccidere il marito della prima, quindi il padre di chi narra.
Tutto questo può sembrare familiare (Amleto) e anche molto difficile da scrivere rendendo il racconto credibile ed evitando i tanti trabocchetti che un espediente di questo tipo porta con sé.

A detta di stampa e lettori inglesi, a McEwan il gioco è riuscito, con un mix di umorismo e mistery story, e soprattutto inventandosi per il feto una voce ricca, vivace e peculiare, e - sempre secondo le recensioni e i pareri da me consultati - mantenendo il lettore in sospeso fino alla fine (proprio come il feto, esatto, una doppia sospensione con un accostamento metaforico tra lettura e parto).

In effetti il nostro è scrittore molto tecnico, che sa giocare su diversi registri, ama portare a termine sfide rischiose, ogni tanto si concede piccoli-grandi vezzi d´autore (uno di questi era il cattivissimo Chesil Beach) dove mostrare di saper dominare ed elaborare qualsiasi spunto, non importa quanto trito, assurdo o surreale. La cosa a volte gli riesce (Chesil Beach, appunto, o anche Amsterdam), a volte molto meno (la pseudo spy-story di Miele). Leggendo in giro, sembra che Nutshell / Nel guscio sia un esempio positivo, e io comunque sono di quelli che con McEwan compra a scatola chiusa.

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