LE ANTICIPAZIONI. LIBRI EVENTO DEL 2017. PAUL AUSTER. MICHAEL CHABON. JONATHAN LETHEM.

ATTESE DALL´OLTREOCEANO


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È arrivato il momento di scoprire le carte, e quindi dedicarsi ai libri-evento, i più attesi, in questo caso dagli Stati Uniti, cosa che chiaramente porta con sé un insieme di suggestioni e aspettative, e non ultimo l´inevitabile bolla o nuvola di Hype.

Ma i nomi in questione sono importanti: parlo di Paul Auster, di Michael Chabon e di Jonathan Lethem.

Di Paul Auster uscirá a fine Gennaio in patria l´ultima fatica (è il caso di dirlo, viste le dimensioni) 4 3 2 1: A novel, 880 pagine per uno scrittore normalmente abbastanza morigerato come il newyorkese (adottivo).
Da noi lo pubblicherà Einaudi (non si sa ancora quando).
Considerando gli ultimi Diario d´inverno e Memorie dall´interno come (appunto) memoir, effettivamente l´Auster romanziere puro mancava dal 2010 (Sunset Park).
Nel libro un chiarissimo alter ego di Auster vive quattro vite parallele, insomma la persona è la stessa, ma le vicende differenti, con in comune solo una donna e l´amore per la stessa, con la stessa.
Il classico libro su memoria, destini e possibilità che uno scrittore attorno ai settanta scrive, e parrebbe il tentativo di avvicinarsi al capolavoro, al libro di una vita, cosa che la critica sta già sottolineando con copiosità di elogi, salutando un Auster che inizia (o torna) a battersi nella categoria dei grandissimi, dei DeLillo, dei Pynchon, dei Roth.
So già che se ne parlerà moltissimo anche da noi, attendiamo anteprime e copertine, quindi.

Di Michael Chabon verrà pubblicato in autunno da Rizzoli l´ultimo Moonglow.
Traendo ispirazione dalla figura del nonno incontrato sul letto di morte, Chabon costruisce il romanzo descrivendone la vita comune e allo stesso tempo (come molte vite) movimentata, picaresca, dolorosa (l´esperienza nella seconda guerra mondiale, la malattia mentale della moglie).
In un articolo di qualche tempo fa sul Corriere-Lettura con metodo odiosetto assai si contrapponeva questo interesse di Chabon per "una vita come tante" al sensazionalismo di Foer che (era la tesi dell´articolo) necessita sempre di richiamarsi a eventi-simbolo, allo stesso tempo, cosa decisamente più interessante, si sottolineavano alcune assonanze con Bellow e in particolare con l´Augie March.
Un´attesa interessata è obbligatoria.

Il giardino dei dissidenti di Jonathan Lethem mi aveva ricordato nelle ambientazioni e nella versatilità d´ispirazione e strutture proprio le prove migliori di Saul Bellow.
Lethem tornerà nel 2017 da noi con la traduzione italiana del suo ultimo A gambler´s anatomy, lo pubblicherà la Nave di Teseo in una non meglio identificata primavera.
La trama è abbastanza storta, è la storia di un giocatore professionista di Backgammon, delle sue alterne fortune e del tumore al volto che lo affligge e di come questo venga curato da un dottore hippie. A questa storia principale se ne intersecano altre (o meglio altre oscillazioni della vicenda) e la critica ha parlato di Pynchon, Elmore Leonard per alcuni elementi di genere, addirittura Ian Fleming, dandomi comunque l´impressione di un romanzo riuscito a metà e e non all´altezza delle migliori prove di Lethem. Che comunque merita considerazione.

Questo per il momento, anche se so già che c´è altra americana in arrivo e che merita un´anticipazione, staremo a vedere.

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