LIBRI E RECENSIONI. I MIEI TOP 2016 - I VINCITORI: JONATHAN SAFRAN FOER - FRANCESCO FAGIOLI

AND THE WINNER IS


EccomiQuesti tempi fuori dal tempo


Tempo di bilanci anche per l´anno 2016, queste classifiche di libri ovviamente sono altamente parziali, il singolo Blogger non riesce a leggere tutto, poi ognuno usa i suoi criteri, il mio è di considerare libri usciti nell´anno in Italia in prima edizione, per cui prendo in considerazione anche libri usciti precedentemente, ma ancora inediti in Italia.

Anche quest´anno faccio la divisione tra stranieri e italiani, è questione di abitudine ma anche per dare più spazio, le classifiche mi paiono così più ariose. O forse è una scelta di comodo, non so.

GLI STRANIERI - TEZZA, KNAUSGARD, FOER

Al terzo posto un libro di cui si è secondo me parlato troppo poco, ovvero La caduta delle consonanti intervocaliche del brasiliano Cristóvão Tezza.
La storia è tutto sommato tradizionale (l´uomo in crisi di mezza età che si innamora della giovincella e sfascia vite e famiglie) ma è stato il modo di scriverla ad avermi conquistato: una lingua frastagliata, ricca di parentesi, incisi e digressioni, una scelta coraggiosa perché ci si mette poco a essere bollati come irritanti o dispersivi, e una lingua che lo scrittore controlla benissimo, trasformando poco a poco il tono, mostrando come dietro il ridanciano si nasconda inevitabilmente la tragedia, e portando il lettore con sé in questa progressiva caduta del protagonista (caduta che è fondamentalmente una presa di consapevolezza, una rivelazione di se stessi).

Al secondo posto ecco, devo metterlo, anche quest´anno entra in classifica Karl Ove Knausgard,  con Ballando al buio, quarto capitolo della sua saga autobiografica. Con caratteristiche diverse, in ogni opera di Knausgard ci sono caratteristiche peculiari e momenti eccelsi, qui ad esempio un certo tipo di descrizione della natura e della invernale notte perenne del Nord della Norvegia, e tanto altro che troverete più comodamente nella freschissima recensione, proprio qui sotto.

Al primo posto Jonathan Safran Foer con Eccomi. Non so se Eccomi sia il romanzo migliore
dell´anno (probabilmente sì) di sicuro Foer é lo scrittore migliore dell´anno tra quelli che hanno pubblicato nel 2016 secondo i criteri che dicevo prima.
A suo agio con il satirico e il tragico, con i canoni della riflessione dell´ebreo su se stesso e con le innumerevoli apparizioni della modernità nella narrazione, Foer pare scrittore davvero totale, con cose serie da dire e con una maniera adeguata e coinvolgente di dirle. Ed essendo giovane, ho paura a pensare quanto ancora potrà maturare, quali altre prove potrà quindi fornire.
Inoltre il romanzo è divertentissimo, il che non guasta come livello di lettura diciamo più immediato (ma c´è molto di più).

Menzione d´onore a Rick Moody che con lo struggente Hotel del Nord America rimane di un soffio fuori dal podio. Il libro si basa su una notevole intuizione (truccare le vicende del protagonista da recensioni di albergo stile Tripadvisor), portata avanti con coerenza e compattezza. Anche qui, dietro al comico si nasconde il dramma di vite in fase di disfacimento.

Menzione speciale e premio concorrenza sleale a Martin Amis con Successo. È tutto molto discrezionale, il libro risponderebbe ai criteri, ma mi dispiacerebbe far vincere Martin solo perché per motivi puramente di "ritardo" degli editori italiani questo libro del 1978 è uscito da noi nel 2016.
L´anno scorso, per dire, era entrato in classifica Don Carpenter, ma lì si trattava di un inedito riscoperto.
Insomma, chiaro, prendi un libro riuscito di Amis ed è abbastanza ovvio che sia migliore di qualsiasi altra cosa o quasi. Quindi diciamo fuori classifica, come Ronaldo e Messi per il pallone d´oro.


GLI ITALIANI - TREVISAN, FONTANA, FAGIOLI

Al terzo posto Works di Vitaliano Trevisan, la strada italiana all´autofiction, libro intelligente, profondo, che veleggia tra i crucci e le esperienze tecniche dell´autore e lo fa con lingua creativa, coraggiosa, sincopata e senza paura dell´inevitabile ripetitività del meccanismo (seicento pagine di lavori, ricerca, licenziamenti, dimissioni, tutte attraversate dal sogno - poi meritatamente realizzato - di diventare scrittore).

Al secondo posto Giorgio Fontana con Un solo paradiso. Mi è dispiaciuto che questo suo ultimo libro non abbia avuto la buona ricezione critica e di pubblico del precedente Morte di un uomo felice, è una storia effettivamente diversa, la storia di un amore disperato vissuto fino alle estreme conseguenze, se vogliamo più intima e meno sociale rispetto al precedente, ma scritta con lingua e piglio maturi, e con una Milano quasi pontiggiana a fare da co-protagonista, secondo me il romanzo di un autore già maturo nel cambiare temi e registri e nel coniugare qualità e una certa accessibilità (libro che si legge velocemente e con soddisfazione).

Vince un romanzo secondo me colpevolmente trascurato, e peccato, peccato davvero. Si tratta di Questi tempi fuori dal tempo di Francesco Fagioli, una geniale ucronia, a mio modo di vedere difficilissima da scrivere ma risolta davvero bene, la storia che si riavvolge al contrario, era semplice annoiare o andare fuori tema o usare effettacci speciali invece il lettore viene trascinato e avvolto, la spinta verso il passato è impercettibile ma inesorabile, la tecnica utilizzata sublime e peccato davvero che non si sia fatto leggere di più, il mio è anche un invito a procurarvelo.

Anche qui un paio di menzioni speciali, il primo a Giordano Meacci con Il cinghiale che uccise Liberty Valance, libro magari non perfetto e a volte faticoso, ma chi prova a innovare e sperimentare così con la lingua e con le strutture stesse del romanzesco secondo me merita di essere letto e "premiato". E di base il romanzo è ricco di humor, idee e sentimento (per la propria terra, le proprie campagne, i colli, le bestie, gli umani).

Poi Gino Ciaglia con Deus ex Eboli, Gomorra vista dal basso, con umorismo, ironia, toni picareschi ma una lingua che sa farsi corrusca e lirica, davvero un esordio sopra la media oltre che un libro godibile a più livelli (vale anche la parte di ricostruzione sociologica, per esempio, che non smentisce ma completa il tono più accigliato e severo di un Saviano).

LE RAGIONEVOLI DELUSIONI

Di libri brutti non parlo, diciamo che era l´anno di due libri evento come Purity di Jonathan Franzen e Zero K di Don DeLillo. Naturalmente entrambi ampiamente sopra la media generale di quello che esce durante un anno editoriale, ma nettamente sotto gli esiti delle migliori opere di questi due scrittori.
Il primo come sempre ricco di inventiva ma con la sensazione che lo scrittore si sia un po´lasciato prendere la mano dal voler dare la sua "versione" di...di quasi qualsiasi cosa (social media, Wikileaks e così via), il secondo coerente con la parabola di DeLillo che si dirige verso una rarefazione stilistica sempre più estrema, a mio modo di vedere non evitando il rischio del manierismo.

Tra gli italiani mi ha deluso - pur non essendo affatto un brutto libro - Dalle rovine di Luciano Funetta, questione di troppo alte aspettative temo e anche di troppo alta età anagrafica (la mia, intendo).

Commenti

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  2. Interessante
    Mi spiace non aver letto granché di quelli citati
    Mi incuriosisce molto quello di Fagioli
    Quest'anno mi prometto sarà anche l'anno che inizierò a leggere Amis

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