LIBRI E RECENSIONI. JONATHAN FRANZEN - PURITY

FRANZEN E LA TENTAZIONE DEL GURU


Purity su Recensireilmondo




Jonathan Franzen torna, implacabilmente torna, dopo sei anni da Libertà, con un libro che logicamente è stato anticipato, atteso, letto (si spera), amato, odiato, commentato.

Jonathan Franzen torna con Purity, un romanzo di quelli che definisco con una frase "Ma-perché-ci-sta-parlando-di-questo?". Attenzione, non tutti i romanzi "Ma-perché-ci-sta-parlando-di-questo?" hanno esiti negativi, a volte uno svolgimento o un tema inconsueti, una struttura amabilmente divagante, uno spunto curioso o grottesco corrispondono ad altrettanti squarci, illuminazioni, scarti (ironici o no), visioni improvvise in grado di sorprenderci e illuminarci. Quindi potrebbe non essere questo il punto, probabilmente non lo è.

La mia visione di Franzen è che si tratti fondamentalmente di un conservatore, di uno scrittore molto tradizionale che ha però l´aria di occuparsi di temi molto moderni e à la page, in ultima analisi di uno scrittore fondamentalmente di personaggi e intreccio.
In effetti nel primo centinaio di pagine di Purity Franzen si inventa il personaggio giusto, e ci avvince con questa ragazza, Purity "Pip" Tyler, quella di cui forse siamo stati una volta innamorati soffrendo come cani, una di quelle ragazze che "sono single perché sono ragazze strane e particolari" (la frase non è dello scrittore americano), un personaggio non originalissimo, una naturale figlia disfunzionale delle famiglie di Franzen, ma che trascina, che - diciamo - prende in mano la storia.

Poi andiamo avanti e Purity (che funzionava, che aveva ritmo) viene dimenticata. Poi ripresa (in un altro contesto), poi nuovamente dimenticata per lunghe pagine, poi ripresa nel finale, che effettivamente torna a correre veloce.

Ora, Franzen domina strutture complesse e chiaramente la mano dello scrittore di vaglia si vede, non sto in effetti parlando di veri e propri difetti strutturali, ma a mio modo di vedere di un fenomeno che rischia a volte di colpire anche i migliori (un esempio fu Amis in Cane Giallo) ovvero quello della writer´s take. La versione nello scrittore.

L´impressione che ho avuto vedendo abbandonare Pip per spostarsi sulla storia di Andreas Wolf, e poi l´intricatissima vicenda del finto/vero razzo e ancora il soggiorno in Bolivia presso il villaggio dello Spotlight Project è che Franzen si sia detto "Ehi! Liberty é del 2010! Nel frattempo sono successe un sacco di cose! Assange! Snowden! I tentacoli della rete! E io ODIO la rete! Devo dire la mia!".
In altri termini, una sorta di rinuncia calcolata, studiata a tavolino a scapito di una maggiore presa e linearità della storia, in favore della possibilità di poter dire cose molto fighe (perché lo scrittore é bravo, arguto, capace) su fenomeni molto up-to-date.

La domanda è però quali personaggi e quali trame funzionino a più livelli e quali no, la storia di Wolf è un piacere - quando lo è - soprattutto di cervello, la tiritera anti (o forse pro-?) Leaks mostra presto la corda, di contro il personaggio della madre di Purity raggiunge vette di radicalismo e autolesionismo quasi da Merry (di Pastorale Americana) seppur in un´altra direzione. Nonostante la ricchezza di invenzione e il notevole controllo formale e l´ammirevole fact-checking a mio modo di vedere in tutte le pagine sullo Spotlight Project la tensione narrativa cala e anzi si rischia la noia.

Forse la vocazione vera di Franzen sta proprio in quella descrizione sentita e dall´interno di queste  famiglie disfunzionali, di personaggi in perenne crisi e vagolanti tra il già citato autolesionismo e la tensione all´auto-realizzazione di se stessi e - in ultima analisi - alla felicità.

Come altri grandi scrittori che amo, Roth, Amis e altri ancora, un romanzo poco riuscito di Franzen è comunque superiore a molto di quello che si trova in giro, spesso convincente e qualche volta istruttivo. L´augurio è che Franzen si guardi allo specchio, si ripeta due o tre volte "Non sei un guru, sei un narratore" e torni magari non tra sei anni e magari con una prova che non faccia rimpiangere così fragorosamente Le correzioni e Libertà. Il che significa: promosso con riserva.

ROMANZI "MA-PERCHÉ-CI-STA-PARLANDO-DI-QUESTO"
Un esempio che faccio sempre è quello di Pesca al salmone nello Yemen di Paul Torday dove lo spunto iniziale citato nel titolo diventa pretesto per sfoggio di ironia e di pur blanda ma divertente critica sociale.
Altro esempio è Melancolia della resistenza di Krasznahorkai nel quale un´immensa balena portata in giro da un circo itinerante rappresenta (o accompagna) un viaggio direi quasi dostoevskjiano nelle dinamiche putride della rivoluzione mancata e dell´opportunismo.
Last but not least alcuni spunti di Pynchon, per esempio il Tristero in The crying of the lot 49 e tutta la storia di Mason e Dixon, che servono all´autore per le consuete acrobazie, e nel primo caso per parlarci con clamoroso anticipo di alcune dinamiche che poi avremmo ritrovato nella Rete, nel secondo per un excursus nei territori della scienza e del suo potere, e dell´amicizia virile.

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Informazioni sul libro
Jonathan Franzen - Purity
Ed. Einaudi 2016
Traduzione di Silvia Pareschi
642 pg.
Attualmente in commercio 
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