LIBRI E RECENSIONI. RICK MOODY - HOTEL DEL NORD AMERICA

LA SOLITUDINE DELL´AMERICANO

Hotel del Nord America

Una sobria copertina rossa, con scritta tipo neon, e un titolo poco spettacolare. Così si presenta Hotel del Nordamerica di Rick Moody, il suo sesto romanzo, che arriva a cinque anni di distanza da "Le quattro dita della morte".
Bompiani si affretta ad avvertirci che si tratta dell´autore di Tempesta di ghiaccio, titolo probabilmente di maggior successo per Moody. Siamo già a un grande futuro dietro le spalle?

A giudicare da questo libro, proprio no.
Moody deve avere un certo senso della contemporaneità, perché si immerge con tutto il corpo (scrittorio) in uno spunto tanto semplice quanto fascinoso. Immagina un recensore di alberghi, di quelli che troviamo su Tripadvisor, di quelli che parere dopo parere assurgono a figure chiave della community, seguiti, ammirati, temuti, a volte criticati.

Reginald Edward Morse è però un utente/recensore decisamente particolare. Degli Hotel non sempre dice moltissimo, ma post dopo post sempre di più parla della sua vita da marito divorziato, padre staccato dalla figlia, amante ragionevolmente promiscuo. Sullo sfondo principalmente di città statunitensi perlopiù spettrali, devastate dalla gentrification, infestate da drogati, prostitute e agenti di commercio, ma con qualche puntata (gustosa) anche all´estero. E a noi il privilegio/la ventura di leggerlo, albergo dopo albergo.

Viene utilizzato nel libro un meccanismo di demistificazione che curiosamente si trova (mi pare) in un altro libro uscito quest´anno. Quella forma di autodifesa dal dolore e dalla solitudine che in La caduta delle consonanti intervocaliche di Cristovao Tezza era la filologia, è qui costituita dalla riflessione  tecnica" sugli Hotel e sui loro comfort (presenti o mancanti). Un cioccolatino sul cuscino, la colazione con il porridge (ma senza formaggio, please) o l´onnipresente macchina per il ghiaccio, davanti agli ascensori.
Ma il dolore e la solitudine non si lasciano sbattere fuori dalla porta così facilmente e proprio come in Tezza ben presto l´apparente giocosità del protagonista lascia spazio allo struggimento e alla riflessione su una vita sostanzialmente sprecata.

Nell´ultima parte del libro prende la parola direttamente Moody, per rovesciare ulteriormente alcune aspettative del lettore.

Al di là della trama molto semplice, il libro si legge secondo me come grande e riuscita satira dello style of life statunitense. Quel mix di volontarismo, ingenuità, consumismo sfrenato, generosità, sana ignoranza (evidentissimo l´intento satirico in certi "Pezzi" sugli alberghi e sulle regioni italiane, intrise di crassi luoghi comuni) che ci possiamo aspettare da certi personaggi di provincia, tipicamente impegnati in attività commerciali o motivazionali.

In tutto questo Moody dà prova di mano capace e a volte virtuosistica, domina il linguaggio tecnico della recensione, i gerghi da web, i numerosi momenti comici, la lenta e lieve comparsa del dramma.

Nella sua sostanziale linearità e semplicità si tratta di un romanzo profondamente moderno, che riesce a dire qualcosa di nuovo (o forse a dire qualcosa di risaputo, ma farlo in maniera inedita) su quelle tragedie umane qualsiasi che mai andranno in televisione in prime-time, ma rimarranno relegate in qualche sito web, man mano trascurate, dimenticate, nascoste, dai potenti algoritmi della grande G.

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Informazioni sul libro
Rick Moody - Hotel del Nord America
Ed. Bompiani 2016
Traduzione di Licia Vighi
215 pg.
Attualmente in commercio 
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