PORDENONELEGGE2016. PIERO RATTALINO - CELESTE E INFERNALE

BEETHOVEN SAPEVA VIVERE

CELESTE E INFERNALE. BEETHOVEN E LA MUSICA DEL CONGRESSO DI VIENNA




Questo con il musicologo (e grande divulgatore) Piero Rattalino e il suo Celeste e infernale  (Laterza) è stato uno degli incontri più interessanti e fruttuosi di Pordenonelegge2016.

Sotto forma di romanzo storico Rattalino racconta "la musica attorno al congresso di Vienna",
l´irresistibile ascesa di Beethoven, il coinvolgimento del pubblico in un momento in cui la classica si "apre" e smette di essere faccenda di pochi aristocratici, questo in virtù di una certa spettacolarizzazione delle sinfonie e di una vera e propria "ricerca del pubblico" che ad esempio Beethoven e Liszt mettevano in atto. Con la loro musica, ed essendo personaggi.

Il libro pare un´ottima occasione per conoscere il Beethoven personaggio, e non solo. Di lui Rattalino dice che "sapeva vivere", col mio moderno parlare io intendo che "si sapeva vendere" a differenza di Schubert (definito sfigato) e di Mozart - vittima della sua arroganza. Certamente visioni inedite e interessanti di tre geni della musica, che prima di essere quello erano ovviamente uomini.

Ma la presentazione é servita all´autore anche per fare il punto: se la musica classica in quel momento conquistò le folle, ora sembra essere tornata cosa per elite acculturate, e Rattalino dà alcune chiavi su come allargarne il pubblico.
Per esempio, i puristi e i critici sembrano snobbare Lang Lang, che invece mette insieme 20.000 spettatori a Milano in Piazza del Duomo. E per Rattalino questa forma di coinvolgimento, anche attraverso la spettacolarità di un personaggio quasi pop, sarebbe invece da lodare, replicare, estendere.
E ancora: si dovrebbe dare al pubblico quello che vuole, non l´ennesima Traviata, non suonare tutte le opere complete ma un "campionario" di arie o sinfonie dal forte potenziale di attrazione anche per un ascoltatore occasionale o non esperto.
Una tesi provocatoria e interessante, anti-elitaria e in questo senso per me immediatamente simpatica.

Rimangono poi, e li ho raccolti sotto alcuni spunti-consigli, eminentemente musicali. Che andrò ad ascoltare, testare, assaggiare, compulsare.

Per rendere atto alla simpatia e alla capacità di affabulazione di Rattalino un ultimo aneddoto su una concezione non elitaria e anti-cerebrale della classica. Si parla del compositore italiano Luigi Nono e del suo "La fabbrica illuminata". Siamo probabilmente negli anni ´70 e Nono va a suonarla proprio per un pubblico di operai, con un classico segue dibattito.
E proprio lì un operaio prende la parola e fredda così il compositore "Compagno, tu parli bene, ma suoni male".

Minimo Repository Musicale

Beethoven - La vittoria di Wellington. Quattordici minuti di fragore e virtuosismo, con per esempio le raganelle a imitare lo sparare dei fucili, gli eserciti francesi e inglesi che si presentano con due distinte melodie. Pochissimo rappresentata perché prevede appunto due orchestre che si fronteggiano a mo´di eserciti, e altre diavolerie coreografiche. In pratica, troppo costosa.
Un Beethoven patriottico e da riscoprire.

Chopin - Variaizoni sul Don Giovanni o - più propriamente - Variazioni su Là ci darem la mano del Don Giovanni di Mozart.

Beethoven - Sonata a Kreuzer

Immagino che leggendo il libro (e lo farò) gli spunti si moltiplichino. Non mancherò.

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