PORDENONELEGGE2016. DANIELE BIACCHESSI E LE STORIE DI ROCK ITALIANO

NON SONO ANCORA STATE SCRITTE

Copertina di 'Storie di rock italiano'


Tra tutte le esperienze di Pordenonelegge2016 questa è stata particolarmente folcloristica, per una serie di motivi.

Intanto i Blogger entrano in una sala semivuota, e li approccia una gentile Angel/assistente che dice loro "ok, con questo pass voi avete diritto al POSTO IN PIEDI". Interessante gerarchia "addetti ai lavori e scrittori / accreditati stampa / pubblico prenotante / pubblico ritardatario e in fondo a questa immaginaria piramide i Blogger-paria". Si trattava chiaramente di un equivoco.

L´altro motivo di bonario folclore è stata la presenza - forte in tutti i sensi - del giornalista Daniele Biacchessi (non lo conoscevo) che presentava il suo libro Storie di Rock italiano (Jaca Book) una sorta di lettura parallela storico-musicale dei destini della nostra nazione.

Il rischio di una simile operazione - non evitato alla luce della presentazione - è di sfociare
nell´effetto nostalgia e nella pura antipatia per la nazione neo-melodica e infestata da Sanremo. A un certo punto sono state lette le classifiche dei gloriosi anni ´70 lamentandosi perché i vari Beatles e Stones si trovavano nelle posizioni di rincalzo. E fin qui ci siamo. Ma se ci proiettiamo nei tempi moderni, vediamo che purtroppo la robaccia commerciale sta in testa anche nei vari UK e US. Comunque non è questo il punto. Biacchessi è classe 1957, ed é rimasto logicamente legato ad esperienze per lui decisive come il prog-rock, i Genesis, la PFM, i Van der Graaf e così via, e ad esperienze antagoniste (oh, il Parco Lambro) di fruizione della musica nel nostro paese. Tutto molto istruttivo, anche se poi é un guardare indietro a rischio di autoreferenzialitá.
In ogni modo il lettore-ascoltatore aperto agli stimoli porta a casa spunti interessanti, ad esempio un po´di voglia di ripescare i primi album della PFM o del Banco viene, anche a chi come lo scrivente ha sempre avuto un po´in antipatia (da pesantezza preventiva) il rock progressivo.

Al di là di consigliare o meno il libro (io non l´ho preso, perché musicalmente sono troppo proiettato a compulsare i miei Mucchio, Rockerilla, Rumore, Blow Up di oggi, dei nostri tempi) Biacchessi ha comunque il notevole magnetismo di chi ne ha vissute tante (forse troppe), e con questo atteggiamento sciallato e la sua cadenza milanese ha coniato quello che per me è il tormentone
dell´anno ovvero il QUESTE CANZONI NON SONO ANCORA STATE SCRITTE.

È un gioco semplice: prendere nomi di band o cantanti degli anni ´70 (suggerimenti: Van der Graaf Generator, Eagles, CSN&Y) e poi pronunciare (mi raccomando la cadenza milanese) quanto segue: perché le canzoni degli xxxxx...non sono ancora state scritte. E quelle degli yyyyy....non sono ancora state scritte.

È bello, è terapeutico, è liberatorio. Provate anche voi. E grazie a Biacchessi.

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