LIBRI E RECENSIONI. CRISTOVAO TEZZA - LA CADUTA DELLE CONSONANTI INTERVOCALICHE

LA VITA NON È SOLO LINGUAGGIO



La caduta delle consonanti intervocaliche di Cristovão Tezza


Questo romanzo, La caduta delle consonanti intervocaliche di Cristovao Tezza incuriosisce già dal titolo italiano (quello originale è un più normalizzato "O Professor") e rischia di allontanare il lettore che conosciute le prime venti-trenta pagine si senta lievemente irritato da quella voce vanitosa e autocompiaciuta, o magari dai continui incisi e parentesi o dalle numerose citazioni in portoghese arcaico rese meritoriamente dal traduttore Daniele Petruccioli in italiano volgare.

Consiglierei quindi al lettore avveduto e ben intenzionato di non fermarsi lì perché il romanzo acquista significato quando si comprende come sia di fatto una tragedia - banalizzando e parafrasando Bertolucci verrebbe da dire la tragedia di un uomo qualunque - resa sulla pagina in toni ridanciani da commedia.

Il professore del titolo è Heliseu, filologo specializzato nello studio della caduta delle consonanti intervocaliche, fenomeno che segna la separazione del portoghese dallo spagnolo.
Per Heliseu la filologia, il puro significato della parola, ha un valore distanziatorio e vagamente capzioso.
"Il linguaggio mi calma" - dice a un certo punto il protagonista. Non a caso.

Di calma in effetti Heliseu ha grande bisogno, anche se non si comprende subito, necessita di calma, coraggio retroattivo e riappacificazione armonica; lo conosciamo a settant´anni, mentre si sveglia e si appresta a preparare mentalmente il discorso di ringraziamento che terrà all´Università per
 l´onorificenza - un premio alla carriera - che sta per ricevere.

La vicenda si svolge quindi all´interno della mente del protagonista in quelle poche ore di risveglio e preparativi,  nei tentativi di Heliseu di decidere cosa dire e nell´obbligatorio bilancio della propria vita che cerca di fare. Qui credo sia il cuore del romanzo, il motivo della calma e della pace da provare a trovare, forse fuori tempo massimo (perché non bastano bilanci e buone intenzioni).
La vita di Heliseu è stata banale senza esserlo: le piccinerie, gli amori, l´infedeltà punita due volte, le speranze abbandonate forse troppo presto, un figlio omosessuale e altre cose che penso sia più produttivo che il lettore scopra da solo. E poi questo suo aggrapparsi tra lo snob e il disperato alle sue parole, la sua filologia, una scienza da lui intesa nella sua declinazione più pura, non sporcata da tentazioni sociologiche o storiche.
Un comodo rifugio per un uomo a volte sgradevolmente reazionario, o forse chiuso in se stesso, pauroso di mostrare di sé la verità, forse incerto se questa verità esista, un uomo che troppo spesso si rifugia nella boutade, nella risatina vagamente sardonico-isterica e nell´obbligatoria citazione dai testi storici per la formazione della lingua portoghese.

Probabilmente chi legge in traduzione non potrà cogliere significati e risonanze di quest´ultimo aspetto, ma non credo sia decisivo, fondamentalmente questo è un romanzo moderno (ma di intonazione e metodi molto classici) sul destino, l´identità e la vita sprecata.
Posso capire che l´editore Fazi abbia puntato sulla mossa facilmente pubblicitaria azzardando un paragone con Stoner, ma la moralità e la fame di rinunce di quest´ultimo è quanto di più diverso ci possa essere dall´epicureismo destinato a fallire di Heliseu.
In realtà, volendo creare qualche riferimento, ho trovato qualche similitudine con l´andamento a volte saggistico e la voce euforica di certo Bellow (Herzog o anche Il re della Pioggia) e l´uso della lingua può invece ricordare un Aldo Busi molto meno fissato su se stesso, il che da parte mia vuol essere elogiativo.

Infine, un romanzo bello e originale, che andando avanti con la lettura sostituisce le risatine e le irritazioni iniziali con dosi notevoli - ma si spera curative (perché cerchiamo sempre il peggio nel prossimo, anche nel prossimo di carta) - di dolore e umanissime angosce.
Consigliato.

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Informazioni sul libro
Cristovao Tezza - La caduta delle consonanti intervocaliche
Ed. Fazi 2016
Traduzione di Daniele Petruccioli
234 pg.
Attualmente in commercio
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Commenti

  1. Sono d'accordo con la tua recensione. Bisogna superare le prime 20-30 pagine, è vero...poi si entra nella coscienza del personaggio, nelle circonvoluzioni della sua storia, e soprattutto del suo modo di raccontarcela: una storia sempre in bilico tra verità e finzione, esposta al tentativo di fare ordine e chiarezza (un misto tra geometria e sintassi), naufragata nel mancato apprendimento, di cui l'impossibile nodo della cravatta è il simbolo. No, i conti non tornano per Heliseu da Motta e Silva, o professor. (Ed è vero che Stoner è lontano mille miglia da qui).

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    1. grazie del commento, vedo che siamo d´accordo su tutto. :) Marco

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