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LIBRI E RECENSIONI. GIACOMO SARTORI - SONO DIO

DIO VS. LETTORE

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Ecco, sono a volte un recensore o un lettore noioso.
Per esempio - anche se magari sbaglio - mi fanno venire istintivamente l´orticaria quei libri tipo Niven, tipo Moore, dove Gesù magari fa a botte, si fa le canne eccetera. Sono noioso io, Niven e Moore non hanno nessuna colpa.

Quindi ho davanti a me il nuovo libro del bravo Giacomo Sartori, di cui avevo adorato cupezze e le visionarietá in Rogo, e il titolo è Sono Dio, esce per NN Editore (che sta facendo ottime cose) e si chiama così perché chi prende la parola e narra è proprio lui. Dio (non Ronnie James).

Penso sia la prima volta che l´autore scrive in questo modo, con un registro e lieve e ironico, come in una sfida a distanza con gli autori sopra nominati. Ed è chiaro, far prendere la parola a Chi-ha-Creato è un´irresistibile occasione per togliersi sassi - veri propri macigni - dalle scarpe (perché immagino che le scarpe di Dio, se esistono, siano di dimensioni incommensurabili, metafisiche), in particolare un certo astio nei confronti dell´umanitá, dell´uomo.

Qui poi Dio si appassiona alle vicende di Dafne, una biologa che non ha ancora compreso appieno quale direzione far prendere alla propria vita. Chi meglio di Dio potrebbe assisterla? Ma quello (Dio) se ne innamora.

Mi pare di aver nominato abbastanza elementi a causa dei quali uno scrittore avrebbe potuto farsi sfuggire questa storia dalle mani, in ogni momento, catastroficamente. Ma Sartori la gestisce bene, benissimo.

Il registro ironico è giocato con sapienza e misura, senza mai sbracare, la dominante è direi dolceamara, insomma lo scrittore non rinuncia a togliersi i macigini dalle scarpe, a dire la sua, ma diciamo che mai prevalgono pura invettiva o la tentazione di mandarla in caciara.
Inoltre vengono gestite molto bene le diverse tonalità , ad esempio quella lirica - che Sartori sa usare - quando il Personaggio Principale rimira le meraviglie della natura (da Lui stesso create) o lo splendore di galassie e pianeti e che appunto fa da contraltare alla parte maggiormente comico-surreale.

Le vicende della storia principale, quella di Dafne e delle sue avventure/disavventure lavorative e sentimentali sono amabilmente scombiccherate, come in un moderno e italianissimo serial, una sorta di Big Bang Theory ambientato in una normale città del Norditalia (così immagino io).
Confesso - smentendo l´attacco di questa mia recensione: ho riso molto.

Un altro e ulteriore livello di lettura è quello che (mi si perdoni) vede Sartori stesso come Dio. Dio in quanto Scrittore/Demiurgo, Padrone della storia, Creatore e Burattinaio nei confronti dei personaggi, esercitante il proprio completo (divino) Libero Arbitrio, conscio peraltro di aspettative ed esigenze del lettore-umano.
Questo aspetto - ammesso che ci sia e non me lo sia inventato in un provocato delirio di onnipotenza - viene giocato molto bene, per niente invasivo.

Quindi: Dio, una storia super-umana, addirittura un terzo livello di lettura. Alla fine semplicemente questo è un libro agile, suggestivo, riflessivo e molto divertente. Non raggiunge secondo me gli abissi oscuri di Rogo e quei carichi di conturbante emozione, ma penso che fosse diverso il programma.
D´altra parte chi si trasforma - anche solo per un Romanzo - in Dio, suscita estreme aspettative e non gli si perdonerebbe niente. Sartori non le tradisce, ed esce con eleganza ed efficacia dalla sfida che lui stesso si è lanciato.
My God, missione compiuta.


Commenti

  1. Sono noiosa anch'io, ad esempio non mi è piaciuto il Vangelo di Saramago, però mi è piaciuto Che cosa è strana il mondo di d'Ormesson, e anche qui a parlare era Dio.
    Credo che questo libro possa essere nelle mie corde.

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    Risposte
    1. grazie del commemento, mi fa piacere averti incuriosita, credo che il libro valga la pena, per come è scritto e per dove arriva senza farlo pesare al lettore.

      Marco

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