AVVICINANDOSI ALLO STREGA. PRIMO PARZIALE BILANCIO.

LETTI E DA LEGGERE





Tra tre giorni i Dodici Finalisti per il Premio Strega si trasformeranno in cinquina, e tra meno di un mese si conoscerà il vincitore.

La mia previsione per la cinquina diceva e dice Affinati, Albinati, Sermonti, Moresco e Stancanelli, con Meacci come possibile sorpresa.

Nel frattempo ho letto quattro libri, altri ho deciso di non accollarmeli, e un paio ancora li vorrei mettere in cantiere-recensorio (Paolin e la Romagnolo).

Specificamente per ora mi sono "fatto" Affinati, Albinati, Funetta e la Stancanelli.

Dei quattro - pur non eccezionale (se non nelle dimensioni e nell´idea di fondo, nel progetto di libro insomma) - il migliore è stato finora La scuola cattolica di Edoardo Albinati (Rizzoli).

Quello dell´"assonante" Eraldo Affinati (L´uomo del futuro - Mondadori) è invece operazione meritoria e documentata sulla figura di Don Lorenzo Milani, ma sul piano puramente narrativo proprio non mi ha convinto. Piatto, poco coinvolgente.

Luciano Funetta con Dalle Rovine (per Tunué) ha a mio modo di vedere comunque poche chance di entrare in cinquina ma a questo punto dico anche che forse non lo meriterebbe del tutto. Libro lodatissimo ma che a me è parso un tutto sommato normale (o normalizzato) tentativo sui territori di certe cupezze horror e del mistero, molto scaltro, indubbiamente ben scritto, ma con poca sostanza dentro (e poche emozioni trasmesse al lettore).

Su Elena Stancanelli con La femmina nuda (La nave di Teseo) che dire? Romanzetto trash, purtroppo temo non volutamente, se entrasse in cinquina sarebbe uno scandal(ett)o dal punto di vista puramente qualitativo, ma immagino che il nuovo editore di Elisabetta Sgarbi abbia la "potenza" di accompagnare fino in fondo la propria campionessa.

Purtroppo penso che non avrò la possibilità di farmi un´idea mia su tre libri che potrebbero arrivare in cinquina e far parlare di sé: di Giordano Meacci (Il cinghiale che uccise Liberty Valance - Minimum Fax) mi spaventa il linguaggio barocco e il fatto di dover consultare il dizionario dal cinghialese, peraltro secondo me va a vincere lo Strega Giovani.
Di Antonio Moresco (L´addio - Giunti) mi disturba di norma quel modo di scrivere, quasi prosa poetica, che giudico sbrodolante, tipo scrittura automatica (oh, magari problema mio).
Per quanto riguarda Vittorio Sermonti (Se avessero - Garzanti) non so, questione di sensibilità, proprio di interesse personale alla sua vicenda umana, più il pregiudizio che mi deriva dall´aver faticato tantissimo con un altro libro garzantiano scritto da un altro mostro sacro e pensatore di vaglia come l´altrimenti molto lucido (esempio nella saggistica e nel giornalismo) Claudio Magris.

Ma vedremo, perché come da tradizione o quasi la cinquina la vorrei sempre leggere tutta.

Per cui, vedremo se avrò azzeccato le previsioni, intanto. Mercoledí 15 Giugno, di sera, si saprà.

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