LE ANTICIPAZIONI. L´ANNO DI HARUF E VOLODINE. POI WILDERNESS E SHAFT.

MELTING POT


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Queste anticipazioni contengono due quasi-monografie e altri spunti poco attinenti, ma spero interessanti - è il mondo a essere poco attinente comunque, o forse mi ci sento io in una domenica Primo Maggio uggiosa e attendista.

Non ci sarebbe certo bisogno di me sul tema Kent Haruf, scrittore di valore, riscoperto e direi lanciato molto bene grazie alla sagacia e all´impegno promozionale dei ragazzi di NN Editore (ragazzi in senso lato).
Per quest´anno sono previste due ulteriori uscite per lo schivo scrittore texano - probabilmente si dice schivo ma si intende "Non lo conoscevamo, non ce ne eravamo accorti".

Una è quella di Crepuscolo, dal 12 Maggio, che di fatto è il seguito di Canto della pianura (riprendendone alcuni personaggi) e va a completare la "trilogia slegata" di Holt.
Slegata perché sono libri che si possono leggere anche separatamente, da evidenziare come da noi sia uscito per primo il bellissimo Benedizione, che cronologicamente è invece stato scritto per ultimo - e che in comune con gli altri due ha solo la scrittura piana, scarnificata, evocativa, di Haruf.
Peraltro a NN - molto bravi - hanno addirittura organizzato una Kent Haruf Week, sfruttando quindi quel mix di tradizionale (librerie) e social che si spera coinvolga molti lettori avveduti ma non solo.

La seconda uscita di Haruf per quest´anno è pianificata per l´autunno e riguarda Le nostre anime di notte, ultimo romanzo dello scrittore, pubblicato in patria nel Maggio del 2015.
Già il fatto che il libro si svolga a Holt ma - secondo NN - non faccia parte della trilogia. indica quanto siano liquidi i confini della trilogia stessa; si parla di una coppia di settantenni - vedovi - che decidono di amarsi, a modo loro, un amore fatto di parole, parole da dirsi di notte, raccontarsi tutto per farsi compagnia, mentre Holt comincia a rumoreggiare e disapprovare questo rapporto non-adulterio ma anche non convenzionale, forse danno fastidio i corpi anziani, l´idea quasi sconcia e disturbante che a quell´etá si possa ricominciare qualcosa.
Haruf aveva detto alla moglie "In questo libro scriverò di noi".
Le nostre anime ha goduto di ottima critica in patria, si sono sottolineate quella qualità scarna della prosa di Haruf e la ben nota peculiarità dei dialoghi introdotti nel testo senza virgolettato.

Prima di passare all´altro autore monografizzato, in quanto in via d´uscita in Italia con più libri (e curiosamente per tre editori diversi) rimango un po´ negli Stati Uniti con due cose piuttosto interessanti.

Una è appena uscita per Keller, e viene presentata come l´ennesimo Grande Romanzo Americano.
Si chiama Wilderness, lo scrittore Lance Weller.
Sembra essere un romanzo storico, e di avventura, e di battaglie e paesaggi, una faccenda tra McCarthy, Hemingway, e Ritorno a Cold Mountain.
Si va avanti e indietro nel tempo seguendo la storia di Abel, prima soldato della Confederazione durante la Guerra Civile, poi reduce segnato nel fisico e nella mente, ma pronto a un´ultima coraggiosa missione, un ritorno sui luoghi della battaglia, solo per riscattare la violenza del passato, per un´ultima (possibile?) redenzione.
Il libro ha avuto successo di critica e pubblico in patria, vengono sottolineati in particolare la scrittura lirica, il modo vivido di descrivere l´orrore delle battaglie. Chiaramente è consigliabile a chi abbia un minimo di affinità coi temi trattati e in generale col romanzo storico.

Passo a un interessante ripescaggio da parte di SUR con Shaft dell´americano Ernest Tidyman, premio Oscar alla migliore sceneggiatura per Il braccio violento della legge.
Shaft è pure diventato film, e viene contato tra i capostipiti del genere chiamato Blaxploitation.
John Shaft è un detective afroamericano dai modi hard-boiledamente spicci, per i tempi una novità e una quasi provocazione visto lo stereotipo cinematografico che vedeva i neri ritratti soprattutto come spacciatori o gangster.
Credo che l´abilitá di Tidyman come sceneggiatore non sia in discussione, sul libro andranno viste le effettive qualità e attualità, intanto mi pare si tratti di una discreta "curiosità" degna di essere evidenziata, specie per gli amanti del genere poliziesco.

Ecco che mi appresto ad andare sulla seconda monografia, concerne l´autore francese Antoine Volodine (ma scrive anche sotto altri pseudonimi); nato come autore di fantascienza sui generis, Volodine si mosse poi verso un genere che lui stesso ha definito "narrativa post-esotica" o anche  "letteratura straniera scritta in francese".
La definizione nacque come ironica risposta alla mania di classificazione dei giornalisti, sta di fatto che è stata poi presa sul serio (tanto da dedicarle saggi) e che Volodine pare curare una dimensione originale nelle proprie storie, onirica e rarefatta, lontana dal realismo ma anche dalla fantascienza pura, plasmata da influenze giapponesi, russe, sudafricane, da mondi insomma lontani (dalla Francia), cosa che sembra avere confuso e in parte incantato la critica del suo paese.

Lo scrittore era già tradotto in Italia (Scrittori, da Clichy) e quest´anno escono ben tre suoi libri, quasi in contemporanea.
Di Lisbona, ultima frontiera (da Voland) avevo già scritto qui, una storia che gioca sia sul piano del realismo che del "romanzo nel romanzo" - e che ha vinto nel 2014 il Premio Medicis.

Ma per prima cronologicamente è arrivata L´Orma che ha portato in libreria da pochi giorni Angeli Minori, romanzo del 1999.
La storia è particolarmente immaginifica e visionaria, con echi distopici, suggestioni da Mille e una notte o da Edward mani di forbice.
In un mondo post-apocalittico delle "vegliarde immortali" (come le definisce il sito dell´editore) creano un loro nipote fatto di pezzi di stoffa, apparentemente per renderlo la propria avanguardia nella lotta contro il riformantesi capitalismo (!). Deluse dalla sua impotenza, la condizione per restare in vita è raccontare loro ogni giorno una novella, novelle fatte di sogno e allucinazione.
Volodine stesso ha dichiarato che il significato del libro non sta nelle sue pagine, ma nei sogni che faranno i lettori dopo averlo affrontato. O è un bluff fragoroso, o c´è motivo di incuriosirsi.

La terza uscita di Volodine sarà a Giugno per 66th and 2nd.  Si chiama Terminal Radioso ed è del 2014.
Si tratta di un´opera più spiccatamente distopica e fantascientifica.
Siamo nuovamente in un mondo postatomico (o postapocalittico) in questo caso dominato da un crudele personaggio capace di entrare nei sogni delle persone (chiaramente mi ha ricordato Freddy Krueger), ma qualcuno vuole farsi strada fino al suo Kolchoz e rovesciarlo...
Qui Volodine è stato paragonato a David Mitchell, sono stati sottolineati i diversi elementi di cui si compone la sua narrativa: critica sociale, realismo magico, fantascienza, registro onirico.

Mi pare che su tre testi in uscita e già usciti, ci sia di che poter pescare, la mia classifica di "curiosità compulsiva" vede al primo posto Lisbona - al secondo Angeli Minori - e al terzo il Terminal. Ma sono un amante del realismo, si sa.

Spero di aver interessato e colpito lettori differenti, con questo mix di gusti, di sapori. Per il resto stay tuned.


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