LIBRI E RECENSIONI. EDOARDO ALBINATI - LA SCUOLA CATTOLICA

DEBOLE, INCOMPIUTO O NECESSARIO?


La scuola cattolica, su Recensireilmondo


Piccola introduzione personale a La scuola cattolica, di Edoardo Albinati

"Morire la domenica, Scuola Cattolica".
Ma quella dei Baustelle era una chiesa, non una scuola. E poi lì si parlava di provincia, questa storia è invece urbana, uno dei grandi protagonisti è infatti Roma e più in particolare il borghesissimo Quartiere Trieste.
Come punto in comune rimane lo spleen adolescenziale, quello sì, immaginiamoci quindi che anche quella dei Baustelle fosse una Scuola, popolata da ragazzi benestanti, costretti in classi unisex, preda dei classici primi turbamenti, con la paura del tempo che pare avanzare troppo lentamente, in certi pomeriggi o certe domeniche, o correre troppo velocemente, guardando in retrospettiva quella età di scoperte e incompiutezze.


Edoardo Albinati - La scuola cattolica -Recensione

Incompiuto, intelligente e debole - cosi (mi pare) tende a rappresentarsi Edoardo Albinati in questo libro. Albinati o la persona che dice io, che (va bene) non coinciderà al 100% con l´autore, come viene specificato in postfazione, ma è chiaro che si tratta di quello, e se sarà 98 o 99% quel poco residuo è probabilmente materiale di scarto, che anzi va ad avvalorare la sostanziale natura di elucubrazione (non sbrodolamento, per fortuna) d´autore di questo libro.

A cui gli aggettivi incompiuto, intelligente e debole stanno bene, direi. Che può apparire strano per La scuola cattolica, un "tomo" da 1.294 pagine.
Iniziamo dall´intelligenza: Albinati ne trasuda da tutti i pori, nei suoi ragionamenti (a volte ai limiti del sofistico) su religione, borghesia, crimine, violenza, un andamento saggistico e a volte vagamente proustiano (il valore della memoria, il gusto della riflessione e delle digressioni - che poi tutto il libro può essere letto come un´unica enorme digressione) che a volte avvince, a volte rischia di irritare, talvolta rimbambisce e lievemente annoia (l´autore stesso invita a sentirsi liberi di saltare qualche pagina).









Debolezza - mi pare parte della visione di Albinati sulle cose - si presenta come uomo non totalmente in possesso di certezze, non monolitico, sempre leggermente sfumato, "di lato", non-partecipe rispetto alle vicende (personali, grandi, minute) che lo riguardano o che si vede passare davanti agli occhi. Questo atteggiamento si trasmette al libro, tanto che pure la storia (presunta) principale ovvero il celeberrimo delitto del Circeo, attuato da tre ex-studenti della Scuola Cattolica del titolo - l´istituto San Leone Magno del Quartiere Trieste - è analizzato senza particolare incisività, senza aggiungere troppo a quanto già tramandato dalle cronache o semplicemente da Wikipedia, c´è il discorso (non certo originalissimo) sui cattivi istinti covati in ambiente benestante e borghese, ma a parte questo nessuna rivelazione, nessun particolare insight sulla vicenda, sulle radici e (non)motivazioni della quale credo dicano di più due-tre minuti di intervista al criminale Angelo Izzo - si trovano comodamente su YouTube.

Infine - incompiuto. Non parlo della mole e del numero di pagine, ma del fatto che il libro sembra volutamente editato con accondiscendenza e distrazione, come accorgimento pare sufficiente che Albinati ci dica (dica al lettore) "ma forse di questo ho già parlato", d´altra parte accettata la logica di lunga elucubrazione-confessione di un autore che quasi sembra "arrendersi a se stesso", per un bisogno più suo che del lettore (o dell´editore, o degli editor) non si vede perché non ammettere la possibilità di ripetizioni, ricordi imperfetti, aneddoti, momenti personalissimi e insignificanti, quasi come in una lunghissima conversazione (oh dio ma di questo te ne ho già parlato... va beh te lo ridico lo stesso).

L´onestá di Albinati va in qualche modo premiata, Albinati si arrende a se stesso e alla propria memoria, accumula le pagine e affonda/confonde in queste acque placide (uno stagno, seppur immenso? un lago salmastro che teme di prosciugarsi per evaporazione?) i pochi e felici momenti di dialogo e azione. Fondamentalmente - penso  - perché non interessava sviluppare il libro in quel senso e farlo diventare un romanzo o almeno un auto-fiction. Elucubrazione / Confessione, le ripeto perché mi sembra siano le parole chiave.

Ora, questa potrebbe sembrare una recensione negativa, mentre il libro (che MAI chiamerò romanzo) scorre bene (orrore, vero? o forse Albinati si prefiggeva anche questo?) e in molte pagine appare profondo, avvincente e quasi necessario. Molto dipende dall´atteggiamento del lettore, come per ogni elucubrazione/confessione, immagino che il gradimento abbia molto a che fare con l´empatia e con la disponibilità ad ascoltare.

Se si è disponibili, se si entra nel gioco della riflessione (seppur debole) su questioni fondamentali, se si è in un momento o una disposizione d´animo particolarmente "sfatati" rispetto a se stessi, allora penso che si possano avere lunghi momenti di riflessione, interesse e sintonia - intervallati (ma era inevitabile) - da altri di noia o irritazione o lettura un po´automatica, fino a chiedersi
"Ma perché ora l´autore mi fa questo?".

Ma credo che fossero rischi che  lo scrittore aveva calcolato, mettendo mano a un´opera che sta avendo un certo successo commerciale, vincerà magari lo Strega e non entrerà - in nessun caso - nelle future antologie dedicate alla contemporanea italiana. E credo che ad Albinati possa già andar bene cosi.

Edoardo Albinati, La scuola cattolica e il Premio Strega

A qualche mese dalla recensione, Edoardo Albinati si è aggiudicato il Premio Strega 2016 con questo La scuola cattolica. 
Vittoria ampiamente prevista e non del tutto immeritata, se non altro per lo sforzo quantitativo, come si legge sopra non privo di qualità, approfondimento e idee.

Resoconto da Pordenonelegge2016

Qui un riassunto dell´interessante incontro con Edoardo Albinati e Filippo La Porta, a Pordenonelegge2016.

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Informazioni sul libro
Edoardo Albinati - La scuola cattolica
Ed. Rizzoli 2016
1294 pg.
Attualmente in commercio 
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