LIBRI E RECENSIONI. JACK LONDON - MARTIN EDEN

LARGER THAN LIFE




Mi sono avvicinato al grande Jack London con questo Martin Eden, perché temo che i suoi celeberrimi romanzi d´avventura non facciano per me - riconosco questo limite.

Mi ci sono avvicinato, per cui posso spendere l´aggettivo "grande" a ragion veduta, per quel che mi riguarda.
La stoffa, il lirismo, le frasi, il ritmo, sono da grande - grandissimo - scrittore, mi vien da dire uno che ha insegnato molto a Fitzgerald, e sicuramente anche ad altri, ma non è questo il punto, ovviamente.

Mi pare si possa affermare che Martin Eden è il grande romanzo autobiografico di London, quello dove mette in scena (e in gioco) sé stesso, la sua "carriera" autodidatta, il suo arrivare alla scrittura passando dalla vita, quella vera, dove ci si sporcano (letteralmente) le mani e ci si spaccano i nasi facendo a cazzotti.
E ancora il disprezzo per la borghesia, e per il "se stesso" scrittore di successo, adorato e riverito proprio da quei borghesi da cui prima si sentiva trascurato e di cui disprezzava gli ideali.

In ogni modo, al di là del dato autobiografico questo é un gran romanzo, ricco di vita e di idee, si passa con uguale efficacia dalla tenerezza dell´amore idealizzato alla descrizione di belle e a volte brutali amicizie virili, la descrizione a tinte vivide dell´ipocrisia del "ceto alto" di Oakland e la vita dura nella povertà, nei bassifondi.
London - evidentemente - scriveva di cose che conosceva bene. E aveva "vissuto" sul serio. Nisba scrittori salottieri, da queste parti.

È anche uno di quei libri che si presta a chi sottolinea, perché contiene innumerevoli frasi perfette e scene (o periodi)-madre supremamente orchestrati.

Il romanzo ha evidentemente carattere parabolico specie avvicinandosi al finale, credo London morisse dalla voglia di far evolvere il personaggio in quel modo, in maniera riuscitissima dal punto di vista della scrittura (davvero liriche, elegiache le ultime pagine) ma forse un po´"rigida" se parliamo della gestione della trama.

Parliamo comunque di un grande romanzo e un grande classico, uno di quei libri, a mio modo di vedere che si "devono" proprio leggere, nel corso di una vita. E Martin è uno di quei personaggi "larger than life" che si devono proprio conoscere.

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