LE ANTICIPAZIONI. ZINK (PROTETTA FRANZEN) - ALARCON - CHIRBES E UN "NUOVO" NABOKOV

LETTERATURE DI DUE MONDI





Esco con una nuova tornata di anticipazioni, nel momento in cui si stanno chiarendo meglio i programmi editoriali tra metà e fine anno, e nel quale comunque si assiste a interessanti novità (es. lo sapevate che forse ISBN torna in pista?).

Inizio con una raccomandata di ferro, specie in questo momento, ovvero con Nell Zink, che è arrivata (faticosamente, all´etá di 50 anni) alla pubblicazione americana e alla shortlist del National Book Award grazie all´interessamento di Jonathan Franzen. A cui in generale piace agire da talent scout, ma in questo caso pare si sia speso molto.per lei, al di là delle fascette pubblicitarie.
In effetti quello che leggeremo in Italia attorno ad Aprile è Senza Pelle (in originale The Wallcreeper), primo romanzo della scrittrice americana trapiantata in Germania, mentre nel frattempo negli USA è uscito il secondo romanzo The Mislaid, che le ha fruttato un anticipo a sei zeri e appunto la nomination al NBA.
La leggenda vuole che la corrispondenza tra i due sia cominciata per l´interesse comune per il birdwatching, sia come sia la trama di Senza Pelle ha assonanze con i temi estremamente up to date e disfunzionali di Franzen.
Si tratta di una coppia di birdwatcher - appunto - che si trasferiscono in Europa, e in seguito a un incidente paiono cambiare prospettiva sulla vita, il che apre loro la strada per una serie di esperienze, tra cui l´infedeltá coniugale, l´esperienza della controcultura berlinese e l´eco-terrorismo.
Tutto molto fico insomma: in patria - così come il suo mentore - la critica si è un po´divisa tra chi è rimasto deliziato tra tanta inventiva e presa sulla modernità e chi al contrario ha trovato l´operazione contorta e fredda. Comunque la pubblica da noi Minimum Fax, che di solito ci vede bene.

Un´altra possibile next big thing è rappresentata dallo scrittore peruviano naturalizzato USA Daniel Alarcón di cui Einaudi porterà in libreria a Maggio Di notte camminiamo in tondo.
La trama è ampiamente intricata e politica: vi si vedono agire due attori "resistenti" il più anziano Nunez (già imprigionato per oltraggio al regime e il giovane Nelson, suo ammiratore e finalmente ammesso nella compagnia di Nunez, che gira per il paese con spettacoli di contestazione e satira.
A questa storia principale fanno da cornice la relazione omosessuale in carcere di Nunez, e la vicenda sentimentale-familiare di Nelson (un amore infelice, una madre che non ha il cuore di lasciare per cercare fortuna in America).
Il tutto viene raccontato da un punto di vista di un narratore onnisciente, che ci racconta a "vicenda conclusa".
Detto che Alarcón viene un po´trattato come una delle shooting star della letteratura americana (ha comunque già 39 anni) alcune delle sue scelte sono apparse molto celebrali e gli hanno sollevato qualche critica, detto questo mi pare che l´impianto abbia molto fascino e d´altra parte è autore già pubblicato - senza troppa risonanza - anche da noi. Come solgo dire, da guardarci dentro.

Come terzo propongo un altro autore già pubblicato in Italia e recentemente scomparso: si tratta dello spagnolo Rafael Chirbes. Il suo Sulla sponda è arrivato da noi per Feltrinelli nel 2014 (con la traduzione di Cacucci) e si è conquistato alcune buone recensioni. Sempre l´editore milanese pubblicherá a Giugno La bella scrittura, un ripescaggio del 1992, una storia che percorre le vicende spagnole dal dopoguerra al franchismo filtrate e narrate dalla protagonista Ana, una donna semplice che racconta quelle vicende viste dalla sua prospettiva dabbene, non-complessa, non-politica.
Ana parla delle sue alterne fortune, le piccole tragedie, i tradimenti politici e sentimentali.
Chirbes viene visto come scrittore sociale, con la testa e le trame ben dentro alla storia recente spagnola (Sulla sponda veniva visto da alcuni come il romanzo definitivo sul tema della crisi economica del paese) e allo stesso tempo fortemente lirico e simbolista.
Questo può essere stato il suo primo tentativo di metter mano a una sorta di Grande (o Medio) Romanzo Storico Spagnolo, penso vada visto con curiosità.

Finisco con un botto e una chicca, ovvero un Nabokov da noi da tempo fuori commercio e ora ripubblicato da Adelphi (attorno ad Aprile).
Si tratta di Una risata nel buio (nell´originale russo Kamera Obscura del 1932).
Come spesso in Nabokov, un personaggio benestante o comunque facente parte di un ceto intellettualmente avanzato è preda di una passione distruttiva, in questo caso il critico di arte Albinus che si innamora della sedicenne (uh, guarda caso, una adolescente) Margot, volgare, cinica, ambiziosa, e che lo porta alla rovina - non ho paura dello spoiler perché lo pratica già Nabokov.
Se in Lolita lo stile era rifinito, raffinatissimo, ricco di sfumature, questo libro viene descritto da molti come più schematico, spoglio e a volte quasi reminiscente di una ideale sceneggiatura.
A me pare una riproposta decisamente interessante, visto anche che parliamo di un grandissimo in assoluto - e di ben due letterature, quella russa (a cui appartiene questo testo) e quella americana.

Anche per oggi ho concluso sperando in qualche soddisfazione reciproca (nella triangolazione scrittore-anticipatore-lettore). Per il resto, a presto, ciao.

Commenti