LE ANTICIPAZIONI. PHILIP ROTH - LASCIAR ANDARE

PROVE DI CAPOLAVORI




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E poi ti raggiungono queste notizie, con Einaudi che completa la bibliografia di Philip Roth facendo uscire l´ultimo libro ancora "indisponibile" della sua ricca produzione dello scrittore di Newark.

Credo non sia un caso che proprio questo fosse l´ultimo e che in qualche modo esca in sordina. Lasciar andare é del 1962 e si situa tra Goodbye Columbus e Quando lei era buona. Sarebbe scontato parlare di un Philip Roth ancora acerbo, d´altra parte il libro é atipico intanto per le dimensioni (circa 700 pagine).

Dove non arrivo io, lascio parlare la Pierpont, biografa di Roth "...libro scritto sotto l´influenza di Henry James...Lasciarsi andare é in ampia misura un romanzo figlio del suo tempo e che di quel tempo parla, cioè tardi anni Cinquanta...una materia ponderosa su cui Roth produsse un libro ponderoso, spesso avvincente ma, con le sue oltre 600 pagine, troppo lungo e faticoso..."

Chiaro no? D´altra parte il maestro non aveva neppure 30 anni, Goodbye Columbus era stato un breve e fulminante exploit, il successivo Quando lei era buona é affascinante, già solidamente rothiano ma imperfetto, insomma scrittore che stava modulando le ambizioni e facendo le prove da "gran romanziere americano".

Mi piace pensare che - riferendosi al titolo - Roth abbia poi digerito la lezione di James facendone sparire le influenze troppo dirette, e soprattutto abbia imparato a Lasciarsi andare producendo quel capolavoro di umorismo che é il Lamento di Portnoy.

Comunque questo libro andrá letto, come tutto Roth.

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