LE ANTICIPAZIONI. L´UCRAINO ANDRUKHOVYCH. DAVID PEACE. IL GIALLO NORVEGESE

NORMALI VARIETÁ




Inizio a "scaricare" le anticipazioni per il corso dell´anno con tre libri che mi sono "capitati" nel corso dei miei giri di scoperta tra nuove uscite, newsletter di editori e così via.
Sono eterogenei, ma fa lo stesso, a ognuno dedico un piccolo titolo-annotazione.

Noi nel cuore dell´Europa
L´editore é Delvecchio che sta secondo me facendo cose meritorie. Lo scrittore arriva da uno dei "centri di conflitto e interesse" principali degli ultimi anni, dall´Ucraina.
Per il background culturale e politico ho trovato questo contributo da La Repubblica.

Yurii Andrukhovych arriva nelle nostre librerie con I dodici cerchi (originariamente nel 2003). Si tratta di una sorta di viaggio fantastico in Ucraina, intrapreso nel 1990 da un fotografo austriaco di origine galiziana, alla ricerca delle proprie radici. Dico fantastico perché la descrizione dell´editore contiene elementi quasi da realismo magico con derive alla Kusturica; cito letteralmente "Qui, tra
cineasti, spogliarelliste, guardie del corpo, furfanti e intellettuali, passato e futuro si incontrano e l’idea di frontiera perde qualunque significato".
Lo scrittore (eviterò di riscrivere il cognome) arriva da noi con importanti lodi della stampa estera e appunto con una fama di pensatore e intellettuale importante.
Il romanzo esce a metà Marzo.


Ritratto di un Giappone
Conosciamo - credo - lo scrittore inglese David Peace, che nella sua produzione ha tre direttrici principali, il giallo/noir più crudo e nero che mai, l´argomento calcistico (e il suo capolavoro é secondo me proprio "Il maledetto United") e l´osservazione della sua patria elettiva: appunto il Giappone.
Il Saggiatore pubblica il 10 Marzo Fantasma, un inedito dello scrittore inglese, che si basa sulla figura dello scrittore Ryunosuke Akutagawa, vissuto (tormentatamente) a cavallo tra fine ´800 e inizio ´900 e considerato uno dei padri del racconto giapponese moderno.
Il parallelo che si fa é tra i tormenti e le sofferenze dello scrittore e quelli del Giappone stesso, modernizzatosi troppo in fretta e pronto a guerre che avranno - come sappiamo - conseguenze disastrose.
Se il Peace giallista pur potendo contare su una scrittura potente e complessa molto spesso si fa trascinare nell´oscuritá, nella metafisica e nel finale (troppo) aperto, quello narratore tradizionale e quasi saggistico ha maggiore misura e penna profonda, credo quindi che vi sia da dare un´occhiata.


I residui del Giallosvezia
Fedele a una mia vecchia passione che si sta pian piano spegnendo, segnalo Bassa stagione del norvegese Jörn Lier Horst (non c´é contraddizione  - Giallosvezia é definizione "ampia").
Si tratta dell´inizio di una nuova saga - per Rizzoli - con protagonista l´ispettore Wisting, che é una sorta di alter ego dell´autore, che faceva nella vita reale il commissario di polizia.
Secondo il lancio pubblicitario Horst é ora il secondo autore di gialli più popolare in patria, dopo Nesbo, il che può dire tutto come niente.
Letta l´anteprima vi darò qualche informazione in più.

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