LIBRI E RECENSIONI. P.A.F. CHORDERLOS DE LACLOS - LE RELAZIONI PERICOLOSE

TRAGEDIE BORGHESI DELLA SEDUZIONE


Le relazioni pericolose su Recensireilmondo



Non é facile dire qualcosa di nuovo su un classico, ma d´altra parte era Calvino a preconizzare che i classici non finiscano mai di parlarci, e anzi a volte - se li si legge in età matura - iniziano a farlo. E ti lasciano suggestioni.

La più forte in questo caso, oltre al fatto di vedere John Malkovich ogni volta che entra in scena Valmont (classico effetto di una fortunatissima riduzione cinematografica, che peraltro non ho visto), é un parallelo tra Le relazioni pericolose e il quasi contemporaneo trittico di Da Ponte e Mozart
sull´amore (sulla sua impossibilità), sull´inganno e sulla seduzione.
Come in Mozart, dietro una facciata di euforia ("la pazza giornata") e qualche parziale consolazione, tra cui la programmatica - ma nobile - morte del libertino, la sensazione é di un diffuso sconforto, di una società corrotta o corruttibile (il gioco inscenato da Don Alfonso nell´atto finale della trilogia) che ha in sé in germi della propria rovina.

Tutto questo prende in Laclos le forme del romanzo epistolare, che lo scrittore (scrittore estemporaneo, a dire il vero) francese utilizza per descrivere un mondo in cui sembra non avere alcuna fiducia, e utilizzandolo in forma anti-utopica, anti-manieristica e come "arma letale" (la definizione é di Renato Barilli) contro la stessa società di cui fa parte, il che getta una luce realistico-sinistra sulla sua azione, visto che per sua stessa ammissione é Madame de Tourvel l´unico personaggio completamente di invenzione del romanzo. É insomma il caso di dire che la carta - le lettere - uccide, in questo caso.

Dal punto di vista del lettore moderno, soprattutto le "voci" di Valmont e Merteuil sono rese con amabilmente perfida precisione, ma il "gioco" non riuscirebbe se Laclos non fosse riuscito a variare stilisticamente anche i modi degli altri protagonisti (o pedine del gioco), l´ingenuitá quasi gretta e sgrammaticata di Cécile, l´ultraromanticismo (quasi una parodia di Richardson) di Danceny,
l´idealismo prima sereno e poi tradito di Tourvel. Insomma un romanzo epistolare polifonico dove Laclos mostra un´abilitá mimetica che credo abbia aiutato questo classico a rimanere attuale, anche dal punto di vista stilistico.

Dal punto di vista delle idee, credo di aver detto quanto potevo: tradimento, infingimento, manipolazione, utilizzo della dinamica dei sentimenti come "quinta" teatrale per inscenare strategie dettate da egocentrismo e ansia di dominio, sono fatti, atteggiamenti che credo siano connaturati alla natura dell´uomo e ci accompagnano tuttora, un infinito "Così fan tutte(i)" dove pare non restare altra consolazione che una certa, sana, amara disillusione

Laclos ha avuto il merito di descriverli con precisione, schiettezza, efficacia, e di creare personaggi che non si dimenticano. Mi sembrano ottimi presupposti per un classico che - a sua volta - é destinato a restare.

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