LIBRI E RECENSIONI. I MIEI TOP 2015 - AND THE WINNER IS KNAUSGARD

VINCITORI E VINTI


Libri Top




Ecco, i miei top dell´anno 2015, scelti tra i libri usciti nell´anno stesso, e non mi dite "basta con le classifiche", io amo le classifiche, chiaramente con tutti i loro limiti, a cui si aggiungono i miei.

Non so dire perché, probabilmente per includere più libri e più autori, ma divido i top 2015 in due catgorie: stranieri e italiani. Anche questa scelta discutibile, arbitraria, ma così é, se vi pare.

GLI STRANIERI - AMIS, CARPENTER, KNAUSGARD

Inizio con il terzo posto che va a Martin Amis con La zona d´interesse; lo scrittore inglese si presenta in gran forma all´incontro con uno dei temi fatali della storia recente, l´Olocausto. Se trattando un argomento simile ne La casa degli incontri (i gulag) lo scrittore inglese aveva scelto la strada dell´asciuttezza, del pudore, in questo romanzo vira decisamente sulla satira, una satira corrosiva, cattiva, se vogliamo politicamente scorretta. Ma funziona, pur non dicendo niente di davvero nuovo sull´orrore nazista, lo dice da par suo, con effetti crudelmente comici e un ottimo senso del ritmo.

Al secondo posto metto Don Carpenter con I Venerdí da Enrico´s. Grazie a Lethem (curatore del libro che era rimasto nascosto nei cassetti di Carpenter) scopriamo o riscopriamo un autore elegante, vivo e classico, un gran libro sulla creatività, sulla scrittura, più semplicemente sulle ambizioni frustrate e sulla vita.

Al primo posto Karl-Ove Knausgard con L´isola dell´infanzia. L´intensitá del ricordo, il sentimento della natura, la potenza nella figura del padre distante e terribile, i drammi e le lezioni
dell´infanzia e della pre-adolescenza, Knausgard continua a esprimersi ad altissimi livelli nella sua opera-vita, non si concede momenti di stanca e - in ultima analisi - incanta alle prese con una fase della vita complicata e che spesso nei romanzi mi risulta un po´indigesta, noiosa.

Alcune menzioni speciali: rimangono di poco fuori dai primi 3 Ben Lerner con Nel mondo a venire. romanzo fighetto (non in senso deteroriore), post-postmoderno e simile alle intenzioni autofictionali di Knausgard e Arno Geiger con Tutto su Sally, profonda e divertita/divertente analisi della sfera dei sentimenti e del tradimento.

Come sempre un premio speciale diciamo "della critica" per un piccolo editore, va a Kruso di Lutz Seiler (Delvecchio), romanzo poetico, composito e nostalgico, giustamente premiato da pubblico e critica qui in Germania.

GLI ITALIANI - MILANI, DONINELLI, SARTORI

Al terzo posto Giulio Milani con La terra bianca, un libro che partendo da un tema specifico
(l´inquinamento nella zona tra Versilia e Alpi Apuane) mischia in maniera azzeccata autofiction, reportage giornalistico, romanzo, riuscendo ad avvincere al di là dell´interesse per l´argomento, mostrando - cosa che l´editore Laterza sta facendo con una serie di libri - una nuova strada per narrazioni diciamo impegnate (alla Saviano, per dare un riferimento) ma scorrevoli, "accese", non nozionistiche.

Al secondo posto Luca Doninelli con Le cose semplici, dalla recensione si evinceva come lo ritenessi un tentativo di romanzo-mondo, romanzo-totale ambiziosissimo e non al 100% riuscito. Insomma Doninelli prova a giocarsela nel "campionato dei grandi" e regge, facendo un paragone calcistico non lo vince, quel campionato, ma neppure si trova invischiato in zona retrocessione.
Il libro é ipertrofico e fascinoso, ricchissimo di idee, teorie, spunti, personaggi, soprattutto le prime 300-400 pagine in una Milano post-apocalittica e devastata non si dimenticano e già da sole (ma non lo sono, sole) varrebbero una posizione molto alta nei top dell´anno.

Al primo posto un libro che rischiava di sfuggirmi e per cui ringrazio un amico della segnalazione, si tratta di Giacomo Sartori con Rogo (editore CartaCanta) un romanzo direi immaginifico, con qualcosa di onirico, allucinato, primordiale, una storia forte e direi originale, una strada italiana e convincente al romanzo moderno, che non scimmiotta modelli esteri, ma sa "ravanare" nelle montagne e nelle campagne, fisiche e metaforiche, quelle di una lingua italiana ispida, ripida, selvatica.

Ecco, ha vinto un libro di un editore piccolo e indipendente, per quanto concerne le segnalazioni a latere mi concedo quella di Enrico Brizzi, con Il matrimonio di mio fratello, romanzo che non ha una "statura" da primi tre, ma é indubbiamente divertente e molto italico (il pensiero va alla saga di Fantozzi, e non vuol essere un insulto).

Seconda segnalazione per La resistenza del maschio di Elisabetta Bucciarelli, romanzo che dice alcune importanti e scomode verità (e lo fa bene) su un tema che mi appassiona, i rapporti uomo donna, il tradimento, la "regressione" infantile del maschio moderno. Il libro della Bucciarelli é poi esemplificativo di un modo di scrivere molto DeLilliano che sta prendendo piede nella nostra narrativa, in questo senso vale anche come (degno) rappresentate per la categoria (sottolineando il rischio stucchevolezza, non riferito a questo romanzo in particolare ma a un possibile proseguimento della tendenza)

ACCETTABILI DELUSIONI

Posto che non ho intenzione di parlare di libri brutti, ne segnalo alcuni che mi hanno dato (sensibilmente) meno di quello che promettevano.

Il tanto elogiato I capelli di Harold Roux di Thomas Williams mi é rimasto un pochino freddo e accademico, pur nell´ambito di un libro valido. Ma niente capolavoro nascosto, questa volta.

Discorso simile per Ricordami cosí di Bret A. Johnston, romanzo fino a un certo punto "da manuale" (o da perfetto saggio/modello per ottime scuole di scrittura creativa) e che cade un
po´fragorosamente nel finale.

Tra gli italiani mi é dispiaciuto che Giovanni Cocco con La promessa (secondo capitolo della sua ambiziosa "Genesi") non abbia toccato la potenza e la forza di invenzione de La caduta.

E ora, inizia un nuovo anno, guardiamo avanti. Buon 2016 a tutti.

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