LIBRI E RECENSIONI. RICHARD YATES - COLD SPRING HARBOR

LA DISPERAZIONE CON TONI LIEVI


Cold Spring Harbor


Questo é il mio terzo Yates, dopo "Easter Parade" e "Disturbo della quiete pubblica" e ritrovo anche in Cold Spring Harbor uno scrittore prodigioso, che sa parlare di disperazione in toni lievi.

Pochi scrittori - forse nessuno - di quelli che ho incontrato nella mia vita di lettore sono altrettanto cinici, privi di speranza, se vogliamo e con un termine più semplice "cattivi", ma questo viene gestito da Yates con grande e paradossale umanità, della comunità dei suoi personaggi falsi o falliti o schizzati o gretti o incompiuti fa parte anche lui, non disprezza (qui) i vari Gloria, Evan, Charles, Rachel o - se lo fa - é perché disprezza anche se stesso, lui stesso - Yates - é una parte del tutto, delle sue storie,che d´altra parte nascono (pure) da una sua autobiografia tormentata.

Sono storie profondamente americane queste, americane di provincia: i matrimoni sbagliati,
l´infedeltá, il soldato tradito dall´esercito (o da se stesso), il sogno della bella casetta decorosa, il college e la condizione di loser, l´onnipresente alcool, il ritratto incisivo di una condizione momentanea (e che fino a un certo punto pare reversibile, o addirittura desiderabile - il nascere di una rilassata vita borghese) sul punto di incancrenirsi.

La raffinatezza con cui Yates sottolinea certi passaggi o punteggia la pagina con allusioni e presagi é straordinaria, una maniera di sottolineare il peso del destino - oppure di un libero arbitrio cosi debole da farsi destino ineluttabile.

Questo libro é stato l´ultimo pubblicato da Yates in vita, sarebbe trito dire che alimenta i rimpianti per quello che lo scrittore avrebbe ancora potuto dare, di sicuro lo mostra in pienissima forma e armato di quella lucidità che in mano sua sa stravolgere e ferire. Questo é l´essere umano, capite?

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