LIBRI E RECENSIONI. MARCO MONTEMARANO - UN SOLO ESSERE

L´OSCURA IDENTITÁ


Un solo essere


Di Marco Momtemarano - scrittore italiano di stanza qui a Monaco - avevo recensito qualche tempo fa La Ricchezza, libro che avevo definito (non so se facendo un favore all´autore) "il romanzo generazionale e fluido che De Carlo non riesce più a scrivere" (autocitazione non letterale).

A 2 anni da quel libro - vincitore peraltro del Premio Letterario Neri Pozza - esce ora l´opera seconda Un solo essere, sempre per l´editore vicentino.

Risparmiamo la retorica sulla difficile opera seconda; il romanzo é riuscito, se ne La ricchezza mi parevano predominare appunto gli elementi generazionali e di formazione, qui tali componenti vengono mischiati con accenni di thriller e con un felice registro comico quando prende la scena il "narratore interno" Massimo.
Rispetto alla fluidità de La Ricchezza, questo romanzo é più (mi verrebbe da dire) sincopato,  procede per scene, cambi di ambientazione e improvvisi squarci drammatici, adattandosi a una storia dove é presente appunto una componente di mistero, di scoperta (traumatica) del passato.

Le vicende si svolgono in Germania, a Erlangen (Franconia) in ambiente universitario, dove si stringe l´amicizia tra l´italiano Massimo e l´enigmatico professore Alexander. In quel contesto, un crimine apparentemente insipegabile (l´assassinio di un ragazzo durante un giro in bici con la fidanzata, ispirato a un fatto realmente successo a Monaco) cambia alcune carte in tavola o - per meglio dire - serve ai protagonisti carte nuove e insidiose. Da qui una doppia ricerca: quella (ossessiva, angosciosa) del possibile colpevole e quella del passato (possibilmente altrettanto angoscioso) del misterioso Alexander.

Ho dato cenni di trama perché mi pare importante per isolare appunto i temi portanti della storia:
l´emigrazione (non traumatica, ma spesso giocata in maniera comica, con i vari equivoci interculturali), la ricerca dell´identitá, il peso dei ricordi, il trauma che si fa strada nel quotidiano; lo scrittore domina bene un intreccio non semplice proprio perché "molteplice", in questo senso la prima parte (più fluida e simile a La ricchezza, dove si bada soprattutto alla costruzione dei personaggi) e la seconda (più serrata e thriller) sono appunto funzionali all´evoluzione dell´intreccio.

Da parte mia, é impossibile non riconoscermi e identificarmi con vicende che coinvolgono (in parte) italiani trapiantati in Germania o di non sorridere e aderire alla visione disincantata delle cose di Massimo (personaggio di cui avrei voluto sapere ancora di più), ma credo proprio che il libro possa piacere (e lo farà) al di là di questi elementi, Marco si é preso dei rischi perché é passato da una storia maggiormente lineare e identificabile a qualcosa di più complesso e composito.
Come qualità il rischio ha pagato (anche se non voglio fare classifiche di valore tra La ricchezza e questo), incuriosendo sulle possibili ulteriori evoluzioni dello scrittore. Da parte mia, consigliato.

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