PORDENONELEGGE 2015 - L´ARTICOLO DI COSTUME

FEEL FREE




Questo é un post di costume ed evasione; é evidente che lo sia.
Attraversate i ciottolati di Pordenone, posando gli occhi su poster e festoni gialloneri, provando ad evitare gli innumerevoli ragazzi di colore che cercano di vendere i loro libri per bambini (poveri, poveri, ma non si ha tempo e modo per far tutto, davvero no, non so se sia giusto o sbagliato) e annusate l´atmosfera particolare di questo festival, direi - con trita espressione - a misura d´uomo.

Perché é tutto molto free, no? Non ci si deve prenotare per gli eventi, non si paga, e - con scelta secondo me lungimirante - i Blogger vengono equiparati ai giornalisti (beccati questa!) e possono respirare l´atmosfera della sala stampa.

La cittadina dà l´impressione di stringersi attorno al suo festival, ho sentito con le mie orecchie la responsabile della locale Coin dire che "con tutta questa gente si battono molti scontrini"; e negozianti e ristoratori vari sono sempre molto gentili, aperti e disponibili.

Credo che questo, oltre che il fatto che la cittadina é raccolta e gli eventi quindi raggiungibili con facilità uno dopo l´altro, faccia davvero la differenza. Almeno per me.

Rispetto alla mia prima esperienza dello scorso anno, ho notato come gli eventi fossero più pieni e anche la situazione alberghiera era più tesa (ho faticato a trovare una stanza, e altri mi hanno confermato la stessa esperienza).

Le star possono essere state Pennac, Leavitt, De Bortoli, Faber, la Nafisi ma le perle a volte si nascondono in presentazioni apparentemente più di nicchia. Ne palerò.

Seconda bella esperienza, insomma, queste le mie sensazioni di costume, di letteratura proverò a parlare nei prossimi giorni con Leavitt, le due brillanti scrittrici italiane, Bianconi, la Vitale...

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