LIBRI PER L´ESTATE. MA A MODO MIO.

SPULCIANDO NELLE VARIE LISTE


su Recensireilmondo. Lettori avveduti.


Avvertenza.
Fedele a una versione "estiva" della faccenda ho soprattuto spulciato la mia lista dei desideri. Sperando comunque di lanciare qualche spunto interessante.

Per un´estate di ricordi 
Peter Schneider - Gli amori di mia madre (L´Orma)
A Schneider - scrittore tedesco abbastanza affermato in patria - é capitato veramente di ritrovare le lettere di sua madre, morta quando lui era bambino.
Da qui la scoperta di un triangolo amoroso (la madre, il padre, l´amante) che può ricordare un po´la storia di Jules e Jim ma che porta l´autore nel campo del ricordo (non nostalgico) ma soprattutto della ricostruzione dell´identitá di una donna forte.
Nel frattempo anche da noi sono arrivate recensioni positive.

Per un´estate nei tormenti dell´autofiction
Francisco Goldman - Chiamala per nome (Il Saggiatore)
Goldman é scrittore americano con radici guatemalteche. In questo romanzo/autofiction - che ho intercettato su Internazionale - mette in scena se stesso e la morte di Aura, sua giovane moglie, e tutto quello che ne consegue (il dolore, i sensi di colpa).
Si parla in pratica di un tema molto "Knausgardiano" se vogliamo, ovvero il rapporto tra vita e scrittura, la legittimazione dello scrittore a trasformare ricordi, dolore e disprezzo in romanzo, in libro.

Per un´estate nelle FRENESIE dell´autofiction
Joao Ubaldo Ribeiro - Lussuria. La casa dei Budda beati (Beat)
Ribeiro é uno scrittore brasiliano davvero considerato, ma non alle nostre latitudini.  Da noi si trova solo questo breve romanzo, che ebbe enorme successo in patria (fu parte di un progetto di una casa editrice, dedicato ai 7 peccati capitali).
Si immagina che mentre Ribeiro stesso scrive un romanzo sulla lussuria, gli arrivi un manoscritto dove si narrano le "gesta erotiche" a 360 gradi di una donna quasi settantenne di Rio de Janeiro. Il manoscritto diventa a questo punto parte integrante del lavoro di Ribeiro.
Sembrerebbe che in questo libro davvero "non ci si neghi nulla" ma a salvarlo dal destino di Colpi di Spazzola etc...ci sarebbe la penna provocatoria e intelligente dello scrittore, che voleva (parrebbe) scrivere un Pamphlet antimaschilista e antimoralista.

Per un´estate ALCOLIZZATA
Ron Butlin - Il suono della mia voce (Socrates)
Butlin é uno scrittore scozzese e questo suo piccolo classico sulla discesa nell´alcolismo é stato riscoperto e rilanciato da un certo Irvine Welsh (che ne scrive anche la prefazione).
Chi "cade" é un uomo apparentemente normale, un dirigente d´azienda, che però non sa affrontare situazioni, competizione e dolori senza la magnifica pericolosa sostanza.
Il libro vale secondo Welsh anche come ritratto di un´epoca dominata da valori puramente esteriori, quindi fallaci. Inoltre se ne loda lo stile - la narrazione si svolge prevalentemente in un´inconsueta seconda persona singolare.
Da leggere e confrontare con "classici" dell´alcolismo come per esempio Giorni Perduti di Charles Jackson o Sotto il Vulcano di Malcolm Lowry.

Per un´estate EROTIZZATA
Scott Spencer - Un amore senza fine (Sellerio)
Questo libro non lo scopro certo io, ne hanno parlato benissimo giornali e lettori, é un piccolo classico a modo suo, un classico dell´amore e dell´erotismo, un amore vissuto dai due giovani protagonisti, osteggiato dal famigerato "mondo degli adulti"; qualche recensore ha parlato di scene di sesso che farebbero arrossire D.H. Lawrence, io ho "guardato dentro" al libro e ci ho trovato una scrittura ispirata e classica. Insomma da scoprire e "possedere" (ecco).

Per un´estate ossessionata
Juan José Saer - Cicatrici (La Nuova Frontiera)
Quattro vite, quattro ossessioni, un delitto: lo scrittore argentino crea una sorta di Rashomon cupo e sudamericano (ne parla Fabio Stassi in una sua recensione qui, utile a capirne di piú), un intrecciarsi di storie ritmato e ossessivo. Lo scrittore é stato paragonato a grandi come Cortazar e Onetti, i brani che ho letto hanno un loro fascino potente e livido.

Per un´estate nel Kibbutz
Eli Amir - É questa la terra promessa? (Giuntina)
Ne ho parlato anche in sede anticipatoria (per quel che conta); Amir da noi é poco conosciuto ma in patria lo si studia a scuola.
Qui parte dalla sua esperienza di Ebreo iraniano emigrato in Israele e attraverso il personaggio di Nuri tratta le questioni dell´integrazione, mondo arabo e mondo israeliano, un´educazione nel Kibbutz, la necessità di aderire a determinati valori e di farlo in una età critica come quella adolescenziale.

Per un´estate filosofica
Dag Solstad - La notte del professor Andersen (Iperborea)
Dag Solstad - Timidezza e dignitá (Iperborea)
Il primo libro da me citato é stato recentemente e positivamente recensito dalla stampa italiana; é una sorta di ampia riflessione basata su un professore, un uomo solitario, che decide di non denunciare un crimine a cui assiste. Da qui parte la storia di un´ossessione e di una autoanalisi, alla ricerca di un significato per il concetto di "morale".
Questo autore non é nuovo a exploit di questo tipo (é stato paragonato a Bernhard, Cechov e addirittura Pirandello), Timidezza e Dignitá é considerato uno dei suoi libri migliori, qui si parla di una crisi nervosa "di mezza età" di un professore di letteratura, che si sente incompreso, decide di non insegnare più e ripercorre a ritroso la propria vita, le proprie scelte, e i propri valori.
Credo siano opere consigliate a chi non ha paura di un po´di teoria e intersecare la pura narrazione.

Per un´estate di ricerca (e nuovamente, di autofiction)
Alberto Fuguet - Missing (La Nuova Frontiera)
Un altro sudamericano, un altro spunto tra autobiografia e autofiction; Alberto Fuguet - lo scrittore - si mette alla ricerca dello zio Carlos, la pecora nera della famiglia, perso, fuggitivo, "un nome sussurrato nei pranzi di famiglia".
Nel ricostruirne la storia, lo scrittore ritrova se stesso, le proprie radici, ricostruisce anche il rapporto col padre.
Il romanzo é costruito di materiali compositi, in maniera diciamo postmoderna, reportage, diario, monologhi, interviste, riflessioni. Credo meriti un´occhiata, almeno.

Per un´estate della memoria capitolo primo
Józef Wittlin - Il sale della terra (Marsilio)
Wittlin fu scrittore e poeta polacco, partecipò alla Prima Guerra Mondiale e da questa esperienza nacque questo libro, a Wittlin non interessa tanto raccontare di eroismi e massacri, quanto degli effetti psicologici della guerra e dell´"educazione militare" sui soldati.
É un libro da "paragonare" a Kafka ed Hasek, pervaso da sarcasmo e critica dei burocrati e politici che mandano i soldati stessi al macello.

Per un´estate della memoria capitolo secondo
Rebecca West - Serra con ciclamini (Skira)
La scrittrice inglese che vergò il monumentale "La famiglia Aubrey" fu come giornalista reporter al Processo di Norimberga, Dopo quella occasione, tornò altre volte in Germania, la Germania del dopoguerra impegnata in una faticosa (e per certi versi miracolosa) ricostruzione.
Qui sono riuniti quei reportage, da quel che ho letto la parte più interessante é proprio quella del processo, i ritratti fulminanti dei gerarchi nazisti, ma in un momento in cui si parla molto (e a volte a sproposito, o troppo istintivamente) di Europa e Germania, può essere utile immergersi in una visione "dal vivo" di quei tempi.

Per un´estate letteraria
Don Carpenter - I venerdí da Enrico´s (Frassinelli)
Carpenter fu amico di Brautigan, inizialmente aveva pensato di scriverne una pura biografia, poi ripiegò invece su questa fiction che comunque cerca di scavare nel mondo letterario californiano degli anni ´60. Ci sono qui le esperienze autobiografiche di Carpenter, quindi, e la descrizione di un momento di svolte e illusioni.
Ulteriore motivo di interesse: il romanzo fu interrotto dalla morte dell´autore ed é stato editato e completato da un certo Jonathan Lethem.

Qui chiudo; scegliete voi la vostra estate.

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