LIBRI E RECENSIONI. PIERRE LEMAITRE - LAVORO A MANO ARMATA

THRILLERONE CON GUSTO


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Lemaitre ha conquistato da tempo l´attenzione dei lettori (anche) italiani, sia come romanziere puro (Ci rivediamo lassù) che nella sua veste direi principale di "giallista".
Personalmente, l´ho voluto intanto testare in questa sua configurazione e ho iniziato da questo Lavoro a mano armata, un "fuoriserie", nel senso che fa storia a sé e non é compreso nella trilogia del commissario Verhoeven (In sequenza: Iréne - Alex - Camille, recentemente portati in libreria da Mondadori).

Per essere sintetico ed efficace nel descrivere pregi e limiti di questo libro direi: non sono deluso e (ma) é di base un buon thrillerone estivo.

Lemaitre ha mestiere e ci sa fare, il libro ha quel po´di sfondo di critica sociale (la cattiva imprenditoria, il cinismo delle aziende e dei manager) che non guasta, alcuni personaggi sono davvero forti, la tensione e i crescendo gestiti bene.

Se parlo di thrillerone estivo é perché - più che in altri libri dello stesso genere - a un certo punto al lettore viene chiesa una completa sospensione dell´incredulitá, ci si diverte - insomma - ma si é di fronte a un romanzo che a un certo punto diventa (volutamente) un divertente giocattolone, stimolando perlatro (ma con onestà, giocando a carte scoperte) l´identificazione e il gusto per la punizione del cattivo che c´é in tutti noi.
Sullo sfondo rimane comunque la visione cinica e pessimista di un economia stritolauomini e per fortuna - dopo un sottofinale un po´troppo apertamente cinematografico - viene evitato un finale troppo consolatorio.

Non so dire se questo libro giustifichi in sé per sé l´incoronazione di Lemaitre a maestro del genere, di certo ha strumenti e mestiere al di sopra della media e credo che- ancora prima di buttarsi su questo libro, divertente ma non imprescindibile - sia il caso di andare a vedere come se la cava con la sua trilogia "maggiore" citata all´inizio.


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