IL LIBRO EVENTO. DAVID LAGERCRANTZ - QUELLO CHE NON UCCIDE. MILLENNIUM 4

ELOGIO DELLA SERIALITÁ

Millennium 4


Si sa (o forse no): sono appassionato di Svezia e di Giallo Svedese, le due cose vanno bene assieme nel senso che mi dà particolare soddisfazione leggerne uno durante le vacanze in quel paese, più in generale con le loro dimensioni normalmente generose e la loro costruzione accurata (e spesso lenta) della trama, tali romanzi sono secondo me ideali per il periodo estivo.

Al di là di questo - ben poco interessante - ecco che arriva adesso, mentre il filone si sta secondo me lentamente esaurendo, uno dei libri evento sia nel genere che in generale, ovvero il quarto capitolo della Saga di Millennium, iniziata da Stieg Larsson, interrotta dalla sua morte, e ora continuata dal piacente David Lagercrantz, meglio conosciuto come biografo di Ibrahimovic.

La saga ha conquistato milioni di lettori: un mix di elementi tipici del giallo svedese, un tocco di americanizzazione (specie nei nr. 2 e 3) con la spettacolarizzazione di molte scene e la dimensione quasi da supereroe dei protagonisti, e soprattutto un personaggio iconico e fortissimo come Lisbeth Salander. Come da tradizione del genere, all´opera di Larsson non mancava neppure un risvolto sociale (il nazismo in Svezia, gli affari sporchi delle multinazionali etc...).

Chissà come se la caverá Lagercrantz, alle prese con del materiale "non suo"? Con dei personaggi creati da un altro autore?
Lagercrantz stesso ha dichiarato di aver avuto all´inizio timori reverenziali e di essersi poi sbloccato una volta individuata la trama base (e le varie storie intersecantesi, tipiche di Larsson) e deciso di non provare a scimmiottarne lo stile.

Ho letto un estratto di Quello che non uccide e mi pare che la risposta alla domanda principale per un giallo, ovvero "fa venir voglia di girare un´altra pagina?" sia "Sì". Stilisticamente Lgercrantz é ancora più "piano" e direi cronachistico di Larsson, ma il giallo svedese difficilmente é una questione di stile.
É anche chiaro che un po´di attrazione può semplicemente nascere dal sapere cosa "combineranno" Blomqvist e Lisbeth, personaggi a cui "siamo" affezionati, in ogni modo da quel che ho letto mi é parso che le premesse siano interessanti, la crisi personale di Blomqvist e di Millenium, il suo idealismo contrapposto alla visione imprenditoriale di chi rileva il giornale, gli hacker, la tecnologia, Lisbeth piú nascosta che mai etc...

A lettura ultimata darò chiaramente un parere più circostanziato, peraltro questo libro sarà sicuramente un successo di vendite, dal gradimento dei lettori dipendono però le prossime puntate.

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