LIBRI E RECENSIONI, JOHN CHEEVER - GLI WAPSHOT

L´UMANITÁ DOLENTE



su Recensireilmondo

Cheever é considerato un autore importante nel "canone" americano moderno; da noi ha avuto una storia editoriale contrastata, a cui ultimamente sta rimediando Feltrinelli, riportando il libreria molto (ma non tutto) dell´opera di questo scrittore.

Gli Wapshot fu pubblicato nel 1957 e valse all´autore il National Book Award. L´ho letto nell´edizione di Fandango, recentemente é uscito per Feltrinelli con il nome (fedele all´originale) "Cronache della famiglia Wapshot". Il seguito - "Lo scandalo Wapshot" - é ancora reperibile (a differenza di questo) nell´edizione Fandango, mentre non é stato ancora ripubblicato da Feltrinelli.
Fin qui qualche nota di orientamento.

Mi son trovato davanti a un grande libro, di un grande scrittore. Uno scrittore che definirei umanista, in quanto innamorato dell´uomo, delle sue debolezze e contraddizioni. Quella della famiglia Wapshot può all´inizio apparire la solita storia ambientata nella provincia americana, i (presunti) nobili (relativamente) decaduti, il cinismo, le piccinerie, l´obbligatoria superficialitá.
Ma soprattutto nelle figure maschili - il padre Leander, i figli Moses e Coverly - ci sono tanta grandezza e tanta pietas, la consapevolezza che l´uomo gira in tondo faticando alla ricerca di felicità e realizzazioni che sembrano sempre sfuggire, spostarsi un po´, finire fuori portata quando sembrava di averle in mano.

La scrittura di Cheever é limpida, dolente e ironica, lo scrittore domina tutti e tre i registri, si regala qualche apparizione nella storia che in qualche modo "anticipa" il metodo postmoderno, ma di base é un narratore di razza, che gestisce benissimo il ritmo del romanzo, e ha un talento particolare per le scene di massa e per quelle di distruzione  enacora per il climax tragicomico. Una sorta di sublime capacità di sottolinare la debolezza dell´uomo di fronte...di fronte a quasi tutto - alla natura, alla propria natura, a se stesso.

A giudicare da questo romanzo, Cheever é stato uno scrittore grande e influente - mi vengono in mente Franzen, Harrison, lo stesso R.Ford - ultimamente peraltro la pubblicazione delle sue lettere e dei suoi diari ha messo in luce la sua struggente biografia, le sue sofferenze, e lo stesso rapporto tra se stesso, la propria opera e quella dei suoi contemporanei.

Indipendentemente da questi aspetti che riguardano più il modo di collocare l´autore, un libro che davvero mi ha colpito e che credo non rimarrà il mio unico approccio con Cheever.

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