LIBRI E RECENSIONI. QUELLI DA POLLICE GIÚ

NON TUTTE LE CIAMBELLE


I libri non piaciuti




Oggi pensavo alle mie ultime scoperte - specie italiane - e ragionavo "Ma quindi sto postando e facendo solo recensioni positive?".
Oh, voglio dire, uno si orienta - se non é masochista o non é legato a obblighi contrattuali - a cercare cose dove pensa ci possano essere interesse e compatibilitá. Eppure: mi sono chiesto, davvero non sbaglio mai?

E in effetti percezione e realtà prendono percorsi divergenti, insomma la mia percezione era di non aver "stroncato" o non gradito ben pochi libri negli ultimi mesi e invece la libreria Anobii parla un linguaggio diverso.

Ecco quindi una rapida rassegna di libri (in assoluto nessuno una "schifezza", per fortuna) che proprio non mi hanno convinto tra gli ultimi 60 letti.

Nulla solo la notte - John Williams (Fazi)
L´esordio dell´autore di Stoner, e in effetti é debole e abbastanza ingenuo, pur avendo qualche squarcio riuscito. Avendolo letto nell´immediatezza dei tempi avrei detto "non del tutto riuscito, ma il ragazzo si farà". E in effetti...

Giuseppe Genna - La vita umana sul pianeta terra (Mondadori)
Genna non mi va giù: pur riconoscendo che é uno scrittore, cioè che segue un suo percorso coerente e ben interpretato, tutta questa cupezza, introversione, arrovelli nichilisti proprio mi respingono. E dopo l´ambizioso - poco riuscito - Dies Irae questo me ne ha dato la conferma.

Domenico Dara - Breve trattato sulle coincidenze (Nutrimenti)
Che peccato, questo libro ha suscitato interesse e ha goduto di buona stampa, e ha anche delle qualità, la poetica del piccolo borgo del sud, la civiltà contadina, la lingua ricca e dialettale, eppure l´ho trovato troppo lungo e ripetitivo, tanto da averlo abbandonato, ormai totalmente disinteressato a come sarebbe andata a finire. Impressione forte: all´autore é stata richiesta una certa foliazione, insomma si é cercato di rendere più consistente il numero di pagine (e si chiama Breve!).

Arne Dahl - Europa Blues (Marsilio)
Dahl é un epigono di Mankell, un mestierante di quelli che sbuffano e si impegnano. Data la sua natura, la serialità non gli sta facendo bene e questo quarto capitolo del "gruppo A" comincia a mostrare pesantemente la corda.

Yasmina Khadra - Le rondini di Kabul (Mondadori)
Khadra é un bel personaggio e questo libro nelle premesse era interessante. La presa del potere dei talebani, la vita quotidiana all´ombra dell´integralismo religioso. Ma il linguaggio - specie quando prendono la parola i personaggi - é insopportabilmente (o quasi) barocco e costruito, fino a dare l´impressione della classica opera "a tesi".

Ciaran Carson - Exchange Place, Belfast (Del Vecchio)
A metà del libro ero convinto di essere davanti a un piccolo capolavoro, una riuscita elaborazione sul tema del doppio, poi mi é sembrato che l´autore si sia un po´perso in sperimentalismi beckettiani programmaticamente confusi, nati vecchi e fondamentalmente inconcludenti. Un´opera in parte fascinosa, ma che lascia l´amaro in bocca o mette nella condizione di chidersi "ma non ho capito io?".

Marie F. Peteuil - Helen Hessel, la donna che amó Jules e Jim (Baldini e Castoldi)
Temo che per apprezzare (forse) questo libro si debba essere amanti sviscerati del film di Truffaut e/o del romanzo di Roché. Speravo almeno in qualche spunto interessante su quell´ambiente mitteleuropeo in cui vivano i protagonisti, ma pure quelli vengono annegati in una certa piattezza.

Fabio Bartolomei - We are Family (E/O)
Molti mi odieranno per questo...non é che non abbia a un certo punto trovato la sintonia con questa simpatica e poetica storia di infanzia e formazione e sogni ma secondo me davvero é stata troppo tirata in lungo, tanto da essere a un certo punto telefonatissima (e se si ha la ventura di "Indovinare" la sorpresa finale le ultime 60-80 pagine scorrono davvero troppo lente).

Amélie Nothomb - Igiene dell´Assassino (Voland)
La Nothomb é apprezzatissima e lodatissima e dopo le prime 20 pagine ero incantato anche io, ma poi gli scambi tra l´antipaticissimo protagonista e la sua "antagonista" diventano un gioco a mio parere completamente intellettuale e ricalcato sulle varie fiabe e allegorie di questo mondo. Pur non essendo una lettura sgradevole, a un certo punto me ne sono distaccato emotivamente.

Non dirmi che hai paura - Giuseppe Catozzella (Feltrinelli)
Una storia vera che meritava di essere raccontata con una scrittura meno piattamente cronachistica e didascalica. Un vero peccato - una frase su tutte per spiegarmi "farfalle premature, che non volevano lasciare il bozzolo". Su...






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