IL PREMIO STREGA 2015. PRIME EVIDENZE TRA LE MAJOR E IL CONVITATO DI PIETRA

STREGATI DALLA COMPETIZIONE






Si é detto già molto dello Strega, ma perché non divertirsi un po´ a commentare ulteriormente? I premi letterari hanno anche degli svantaggi, d´altra parte però proprio l´aspetto competitivo secondo me stimola la chiacchera, il gossip e magari anche la lettura.

Mi pare intanto si possa parlare per questa edizione 2015 di uno Strega più interessante di quello dello scorso anno, più qualitativo, magari anche più rappresentativo del cosmo libresco italico.


Lo sanno anche gli alberi, i sassi e i boccali di birra: abbiamo in questo Strega un convitato di pietra, destinato probabilmente a sparigliare le carte: é il fenomeno Ferrante.
Secondo me - e non é assolutamente una colpa - E/O e autore/autrice hanno costruito sul sollecito Savianesco a partecipare una raffinata operazione di Marketing col tiramolla, il gioco delle dichiarazioni, l´apparente rifiuto.
Non so se la Ferrante vincerà, ma la quadrilogia é stata decisamente un caso editoriale, in grado di mettere d´accordo pubblico e critica, e addirittura tracimato oltreoceano e inoltre rappresentante della piccola editoria di qualità. Insomma merita di esserci. Amici di cui mi fido dicono anche che meriterebbe di vincere, per la qualità del libro candidato.
E per spezzare il dominio del duopolio (che magari tra poco diventerà monopolio) Mondadori vs. RCS.

Ma le corazzate Mondadori, Einaudi e Bompiani non é che abbiano lasciato molto di intentato, in effetti; la prima schiera la lirica cavalcata versiliana di Fabio Genovesi con Chi manda le onde, romanzo di cui si sta abbastanza parlando e che ha le qualità per diventare un piccolo "middle-seller" dal basso (si fa per dire, ma mi riferisco alla piccola cerchia di sostenitore che Genovesi si é costruito nel tempo).
Einaudi va sulla qualità con La ferocia di Nicola Lagioia, opera impegnativa, per certi versi sperimentale e anche molto lodata dalla critica (con qualche eccezione) e secondo me dal formato e dal profilo decisamente einaudiani.
Bompiani punta su Covacich e sui racconti di La sposa: ora, difficile che una raccolta di short stories vinca lo Strega ma mi pare che lo "standing" di Covacich sia tale da poter almeno entrare in cinquina.

Curiosa la scelta di Feltrinelli e chissà che retroscena ci rimarranno ignoti; a un certo punto il candidato ideale sembrava essere Missiroli che come Genovesi e Lagioia sta mettendo assieme - certo non coi numeri dei bestseller - critica e pubblico.
E invece dal cappello dell´editore milanese spunta un "atipico" come Vinicio Capossela, un´ opzione che sembra fatta apposta per affermare - salvo sorprese - che quest´anno Feltrinelli non vuol esserci, o in altri termini accetta di essere outsider.

Per quanto concerne il gruppo GeMS, per ora schierato il dantista Santagata (scelta molto minoritaria) per Guanda, in attesa di qualche mossa dalla "corazzata" Longanesi (magari Lorenzo Marone che sta avendo un buon successo?) e Ponte alle Grazie, che fra tutti i marchi del gruppo Mauri-Spagnol ha forse il profilo più spiccatamente "stregato" e magari potrebbe pensare a De Majo (Guarigione, che é autofiction e quindi fa moda) o il "segreto ben custodito" Garufi.

Tra le grandi non si é ancora espressa Rizzoli, per la quale in effetti fatico a identificare un "cavallo" di riferimento su cui puntare.

Interessanti le mosse della piccola editoria indipendente, mi sento di nominarne 3 o 4: intanto Iacopo Barison con Stalin+Bianca, scrittore giovane che ha fatto parlare di sé, storia e stile interessanti e paraculi quanto basta, casa editrice molto "cool" (in senso buono) nella veste grafica e nella ricerca sugli esordienti.

Poi il prolifico Fabio Viola per Baldini & Castoldi con I dirimpettai e l´operazione molto Cormac McCarthy di Paolo Zardi con XXI Secolo per Neo.

Non manca neanche quest´anno il fumetto (che se dico graphic novel qualcuno si inalbera) con Zerocalcare.

Sia per dozzina che per cinquina vedremo quindi cose interessanti e i soliti veleni che fanno parte dei giochi, con la consapevolezza che uno Strega un po´di copie "le muove" e che - in ultima analisi - non é certo indice di qualità assoluta ma - di norma - neppure del contrario.

Commenti

  1. Non ne ho letto nemmeno uno, ma qualcuno mi sembra interessante...
    Di quelli rimasti, darei volentieri un'occhiata a Paolo Zardi e Zerocalcare.

    RispondiElimina
  2. grazie dei commenti; credo che per la forte prevalenza della narrativa nel Premio Strega di Zerocalcare si parlerá molto, ma che non finirá nei 5.

    Ne ho letti 4 finora (ma solo 2 tra i rimasti)

    RispondiElimina

Posta un commento