LE ANTICIPAZIONI. YVES PAGÉS - RICORDARMI DI. MARY MILLER - LAST DAYS OF CALIFORNIA. LEONARD MERRICK - LA SCELTA DI PEGGY HARPER

RIGOROSAMENTE AVVEDUTE


su Recensireilmondo



Voglio dare un´altra botta di AVVEDUTEZZA con tre libri che sono solidamente rimasti impigliati nelle mie maglie anticipatorie.

Inizio con uno scrittore francese. Si chiama Yves Pagés, e il valoroso editore romano L´Orma sta per fare uscire un suo libro che me ne ricorda altri due.
Ora mi ingarbuglio perché il libro a sua volta si chiama Ricordarmi di e consiste di 264 frammenti, nelle parole dell´editore

"Incontri brevi e scene insolite, malintesi esemplari e statistiche sorprendenti, bambini viziati e poliziotti gangster, elementari lotte di classe e lotte in classe alle elementari.
In 264 frammenti ora malinconici ora irresistibili, Yves Pagès traccia la storia di una memoria personale e collettiva che attraversa l’infanzia, la scoperta del desiderio, le manifestazioni politiche, la morte dei genitori, la nascita dei figli. "


Il pensiero va chiaramente a "Mi ricordo" di Perec e "Mi ricordo" (eh si) dell´americano Brainard. Idea non originalissima quindi, ma poi la partita come sempre in questi casi si gioca sul piano della scrittura. 
Vi propongo uno stralcio per far comprendere

«Di non dimenticare Aleksandar, un editore alternativo di Belgrado che, stufo di essere rinchiuso entro i confini di una Iugoslavia ridotta alla sua più semplice espressione serbo-serba, ha finito per concedersi un visto senza ritorno per l'Italia dove, secondo le ultime voci, è diventato pizzaiolo in riva al mare».

Altra casa editrice che mi pare valorosa é Clichy, fin qui specializzata in letteratura francese, e che ora sta per diversificare con una collana di "Americana", denominata Black Coffee.
Una delle prime uscite é Last days of California della giovane Mary Miller, libro che pare avere avuto una buona ricezione di critica e pubblico in patria.
Il libro é stato definito "il Sense and Sensibility" degli USA pre-apocalisse. É una storia on the road, basata su una crociata di "evangelizzazione" e salvataggio che coinvolge un padre e la sua (direi classica) famiglia problematica, in giro per l´America tra sogni smisurati e realtà quotidiane (e a volte drammatiche). 
Senza aver letto in giro, mi sembra il libro che potrebbe conquistarsi la classica fascetta "é piaciuto a Jonathan Franzen", con tanto di citazione a proposito.

Cambio scenario, epoca, genere, paese per passare a un inglese di inizio ´900, genere in cui Castelvecchi sembra volersi specializzare (vedere il caso Houghton - Io sono John Scrivener).
Lo scrittore si chiama Leonard Merrick, é uno scrittore solidamente realista come poteva essere un George Gissing o in Francia qualche epigono di Zola, in quanto tale é stato un po´dimenticato in tempi di sperimentazioni ed naturali evoluzioni.
Eppure un buon romanziere realista resta sempre un buon romanziere realista.
L´opera in uscita é La scelta di Peggy Harper, parla del mondo del teatro, dell´affannosa ricerca di successo e ricchezza e fu un libro molto lodato da un certo George Orwell.

(Anche) per oggi ho spaziato e finito, per cui stay tuned...

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