LIBRI E RECENSIONI. PERCIVAL EVERETT - PERCIVAL EVERETT DI VIRGIL RUSSELL

QUANDO LA SPERIMENTAZIONE NASCE VECCHIA


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Sono perplesso. A me piace la sperimentazione, sapevo che questo é un romanzo dove Everett non se la nega, quindi in qualche modo ero preparato e favorevole.
Eppure.
Eppure nonostante l´indubbio fascino di alcuni stralci (guarda caso quelli narrativi, meno sperimentali), non sono del tutto convinto che questo sia un libro riuscito, seppur sia stato molto lodato dalla critica (quindi - oh - magari sono in fallo io).
Ma ecco, non so se ho voglia di farmi nuovamente stupire dal flusso di coscienza joyciano, dal diluirsi delle identità beckettiano, dagli elenchi di verbi accostati a caso, dall´autore che si rivolge al lettore mettendone in discussione le interpretazioni e le certezze, dai racconti nel racconto, dalle fotografie inserite nel testo, dai tanti trucchetti postmoderni e non utilizzati da Everett.

Insomma, più ancora che un´operazione non convincente, mi pare qualcosa di nato vecchio e di fine a se stesso. Non é insomma il fatto di voler sperimentare, a mettere all´angolo Everett, piuttosto la modalità paradossalmente conservatrice con cui questa viene portata avanti.

Si vorrebbe evocare Dante (fin dal titolo), ma le parti più riuscite sono appunto quelle tradizionali, dove Everett si conferma quello che di lui già sappiamo, un bravo cantore di storie americane di provincia.

Questo é insomma un tentativo fatto con dignità, in termini Anobiani direi un tentativo da tre stelle risicate e di stima, ma fondamentalmente un tentativo non riuscito. Se non a vuoto, proprio.

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