LIBRI E RECENSIONI. SANDRONE DAZIERI - UCCIDI IL PADRE

IL POTERE DELL´INTRATTENIMENTO

Sandrone Dazieri su Recensireilmondo



A lungo ho un po´snobbato Sandrone Dazieri (che deve pure essere un personaggio simpatico) fondamentalmente perché tutte le volte che mi veniva in mente il Gorilla (suo personaggio storico e seriale) mi si stampava negli occhi il volto di Claudio Bisio, che non apprezzo particolarmente. Motivazione futile, lo so. Ah, la psicologia del lettore.

(Anche) per questo ho visto con favore l´uscita di questo Uccidi il padre, ovvero un Dazieri senza Gorilla, e un Dazieri thriller, se vogliamo, così posizionato fin dalla (bella) copertina.

L´autore è anche sceneggiatore e si vede, si capisce in ogni pagina. Perché in ogni pagina c´è tantissimo mestiere. Intendiamoci: tutti gli stilemi del genere vengono rispettati. Ogni personaggio ha echi cinematografici, fumettistici, letterari (ci si potrebbe fare un gioco, a un certo punto io credo di aver visto ad esempio un riferimento alla mia serie più amata: Hill Street Giorno e Notte).
E poi: i dialoghi sembrano pronti per una serie televisiva.
Tutto molto risaputo. E supremamente divertente.

Il segreto (se vogliamo) di questo libro è prendere stilemi e archetipi appunto riconoscibili, ricalcati su modelli statunitensi e scandinavi (ho sentito forte l´influenza di Stieg Larsson, per esempio, specie nei rapporti tra i due protagonisti e nella costruzione del "gruppo" di cattivi, di sodali del male, fondamentalmente gregari al servizio di una mente più raffinata), e inserirli in un´ambientazione italiana molto riuscita, precisa, lavorata davvero molto bene.
E ah: i personaggi, ben caratterizzati, distinguibili l´uno dall´altro, resi molto bene nel loro "agire" (perché di questo si tratta, di un romanzo di azione) ma sbozzati con attenzione anche nelle loro motivazioni psicologiche, "metodo" che viene applicato anche ai personaggi minori, facendo in modo che l´interesse del lettore non scemi mai (o quasi).

Questo è insomma un classico page turner. Un page turner di qualità. L´elemento di puro intrattenimento, di gioia (diciamo) nel seguire i personaggi, le loro peripezie, i loro "scambi" prevale su quel brivido di freddo tipico da Thriller che ad esempio si riscontra nel primo della serie di Stieg Larsson (fondamentalmente grazie alla ricerca del male nascosto, dell´elemento sulfureo/malato/demoniaco), insomma qui la tensione c´è ma non supera mai determinati livelli, è un mix di giallo, azione e thriller, un ottimo miscuglio dei tre elementi laddove a un certo punto in Larsson era preponderante l´elemento thriller/quasi horror.

Dico questo per localizzare il tipo di opera, di romanzo: forse un certo tipo di andamento picaresco, di attenzione ai personaggi minori (quelli che al cinema sarebbero caratteristi), di sana commedia fa proprio parte della nostra tradizione, della tradizione italiana - quindi va bene così, visto che italiano è l´autore e italiana è la strada "al thriller" che si cerca di seguire (cosa che credo di aver letto in
un´intervista a Dazieri).

In termini Anobiani assegnerei infine 4 stelle, e attendo con un certo interesse il seguito, che ci sarà. E magari - perché no -la riduzione cinematografica. State attenti là sotto.


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