LIBRI E RECENSIONI. LA CLASSIFICA DEL 2014

SE VI PIACE CHIAMATEMI OSCAR

per Recensireilmondo Blog


Ed ecco finalmente, per quel che contano, i miei Oscar per il 2014, riferiti a libri USCITI nell´anno (ancora per poco) in corso.
Annata buona, direi, anche se poi sarà più facile giudicare tra qualche anno, con un po´di sano distacco.

Discrezionalmente fondo tre categorie. Miglior Romanzo Straniero. Miglior Romanzo Italiano. Miglior Ripescaggio (cioè libri del passato riediti o tradotti per la prima volta quest´anno).


Per gli stranieri no, niente Cardellino sul podio. Buon romanzo, quello della Tartt, decisamente sopra la media, ma sostanzialmente un prodotto di più che onesto intrattenimento. Non mi ha condotto in luoghi che non conoscevo, non mi ha dato brividi.
E neanche Il Figlio di Meyer. Altro buon romanzo, paga qualche eccesso di nozionismo e una non proprio spiccata originalità (vedi alla voce Harrison, vedi alla voce A.B. Guthrie).
In termini calcistici, sarebbero in zona Europa League.

Si fermerebbe a un passo dalla Champions I giardini dei dissidenti di Lethem. Gran romanzo, bellowiano, ricchissimo di idee e teorie (forse troppo).

Al terzo posto piazzo Giuda di Amos Oz. Un romanzo molto (ben) costruito, una parabola sulla solitudine nella quale - come da buona tradizione del romanzo israeliano - privato e pubblico coesistono e si integrano. E tre personaggi che non si dimenticano.

Al secondo posto Il libro delle parabole del sommo Per Olov Enquist. É il suo romanzo sulla imminente presenza della grande mietitrice (percorso analogo a Roth, Auster, Barnes, fisiologico che raggiunta una certa eta si cerchi di razionalizzare il tema) ma anche libro denso di vita, di storie, di amore, di famiglia, di sesso (ah si: la scoperta del sesso é il vero tema, e la natura del peccato). Un romanzo autobiografico e immaginifico, complesso e poetico.

Al primo posto, vincitore della categoria, Orfeo di Richard Powers. Eh si, ho un debole per Powers. Per dire quanto sia potente questo scrittore: Orfeo é un grandissimo romanzo, ma inferiore ad esempio ai Tre contadini e al Dilemma del prigioniero. Powers é affascinato dalla scienza, dalle discipline e dall´uomo, e in questo libro i tre elementi convivono felicemente. É un romanzo sulla musica (bisogna essere un po´melomani per apprezzarlo appieno) ma soprattutto sull´anelito dell´uomo all´immortalitá. Sull´artista. E sulle vite sprecate.


Passiamo agli italiani.
Dò un ex aequo al terzo posto: Fontana con Morte di un uomo felice e Magini con Come fossi solo. Due libri che hanno una similitudine: ovvero la capacita di documentazione e tenuta narrativa di due scrittori giovani applicate a periodi e fatti storicamente ben connotati (gli anni di piombo per Fontana, la guerra di Jugoslavia per Magini). Due scrittori giovani - dicevo - e quindi quasi automaticamente grandi promesse della nostra narrativa.

Al secondo posto metto Fabio Stassi con Come un respiro interrotto. Romanzo ricco, musicale, poetico, prepotentemente meridionale. E penso che Stassi - pur non essendo giovane come i due citati sopra - possa ancora crescere, specie se fará balenare tra le sue pagine un po´della caratteristica/qualitá che vado subito ad attribuire al vincitore.

Al primo posto un romanzo che mi ha appunto (anche) divertito, forse é questo, questa ironia dissacrante e che nulla si nega ad avergli fatto sorpassare Stassi sul filo di lana.
Massimiliano Parente e il suo Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler. La trama é un espediente. Si fa la parodia dei Catellan e dei Voina di questo mondo. Non ci si nega alcuna perversione. Eppure: é appunto supremamente divertente e ha pagine impreviste finali, di vera nostalgia e rimpianto per l´impossibilitá di amare (o per la possibilità di farlo solo con un animale).
Qui dico una cosa, faccio una precisazione (probabilmente inutile): quest´anno se avessi fatto una classifica generale, il migliore degli italiani sarebbe comunque stato a metà classifica, cosa che con i vari Siti e Perissinotto e Pecoraro non sarebbe successa lo scorso anno, insomma un 2014 non troppo "rigoglioso" per la nostra letteratura, anche se poi molte cose magari importanti (es. Cartongesso oppure La Gemella H) non le ho ancora lette, come l´anno scorso non avevo letto Pecoraro, che nel 2013 sarebbe stato probabilmente il vincitore della categoria e molto vicino anche al podio assoluto.


Ecco: 2 Mondadori, Feltrinelli, Bompiani, 2 Sellerio, Giunti, Iperborea.
La sezione ripescaggi mi serve ANCHE per dare più spazio ai piccoli editori. Lo faccio volentieri. Nessuna classifica, ma tre menzioni, tre premi speciali "della critica".

Ad Annie Ernaux per il valoroso editore L´Orma. Il posto, una breve gemma, un ritratto sentito di un padre che é anche una generazione, un modo di vivere, e una lingua. Una lingua terrena.

A Jaroslaw Iwaszkiewicz per 21Editore con le sue Novelle Italiane. Uno si immagina una cosa completamente passé, fuori moda, classicistica, tutta templi e canali veneziani e campagne siciliane. Ed é così, in effetti: ma oltre a essere scritto benissimo é poi tutto un pretesto per parlare di vite e rimpianti e tracciare ritratti azzeccatissimi di uomini del ´900, creature post-Musiliane e post-Proustiane, mi verrebbe da dire. Con parole semplici: almeno 3 di queste storie sono semplicemente racconti bellissimi.

A Charles Jackson per Nutrimenti cin Giorni Perduti. Uno scrittore che si é bruciato presto, che FORSE ha scritto solo questo libro, il suo grande romanzo sull´alcolismo. Ma un grande scrittore, in queste pagine, classico, fitzgeraldiano, hemingwayano forse. Di questi tre, quest´ultimo si sarebbe fermato a un passo dal podio anche per la categoria "Scrittori stranieri". Insomma, soprattutto un gran libro, al di lá del valore di testimonianza.

Da queste mie arzigogolate riflessioni e interazioni tra le varie classifiche capirete che é tutto molto discrezionale, sono perlopiu spunti di discussione. Per esempio andrebbe messa anche Joan Didion, solo che Diglielo da parte mia (da me letto, e prodigioso) é del 2013 mentre quello del 2014 (Democracy) ancora non l´ho letto, accidenti!
Di una cosa sono certo: le mie classifiche sono meno noiose di quelle dei vari quotidiani, meno prevedibili.Vero?

Ah, infine due parole su quello che invece é il miglior libro in assoluto da me letto nel 2014. L´amore dell´ultimo milionario (edizione Alet) di Fitzgerald. E meno male che é incompiuto...




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