LIBRI E RECENSIONI. CHRISTOPHER HITCHENS - HITCH 22

IL PENNYWISE DELLA STORIA RECENTE

un saggio su Recensireilmondo



Grande e riconosciuto giornalista e intellettuale inglese, amico di Amis, Rushdie e McEwan (e altri), opinionista e polemista senza confini, uomo di sinistra problematico e tormentato da dubbi, Hitchens é stato sicuramente una Grande Personalità, uno di quelli che riescono a valicare i confini della scrittura e del giornalismo, e diventare a tutto tondo un interventista, insomma una parte attiva della Storia.

Questa é la sua autobiografia scritta dopo aver acquisito la conspevolezza di una morte vicina e piuttosto prematura. Stranamente in Italia la pubblica Einaudi nello Stile Libero, con il suo consueto formato comodo e se vogliamo giovanile, applicato in questo caso a un libro complesso e che presuppone determinate conoscenze di storia, ideologia, poesia e letteratura.

Hitch non evita del tutto un rischio insito in questo tipo di operazioni, che chiamerei Rischio Pennywise. Come il Clown di King é presente (in senso negativo) in tutta la storia della cittadina immaginaria di Derry, Hitchens sembra presente (in senso positivo, costruttivo, come elemento che scardina dall´interno convinzioni ed estremismi) in decenni di storia europea.
La questione palestinese, l´11 Settembre, l´Impeachment di Clinton.
Insomma "io c´ero, io ho parlato con, io ho convinto a...". Ma intanto si presuppone che le cose che scrive siano vere. E poi si capisce l´orgoglio del gigante che nel momento della malinconia ripercorre la propria storia e le proprie imprese.
Immagino ci sia una bella differenza tra conversare faccia a faccia con Amis, Rushdie, Said, Bellow, Chomsky, Susan Sontag e altri, e farlo con....(completate voi).

Al di là del valore letterario e della prosa di Hitchens che trovo a volte un po´troppo poderosa, piena e contorta, c´é una grande capacità di ritrarre le figure della storia letteraria inglese moderna (e io sono fan di Amis e anche di Rushdie) e una ancora maggiore di aprire prospettive diverse su questioni importanti come l´11 Settembre o la questione palestinese/medio-orientale.

In particolare - la si abbracci o no - la posizione filo-americana di Hitchens in molte di queste faccende costringe a porsi domande davvero non superficiali sul gigante imperialista che talvolta raccoglie tanti dissensi nella nostra vecchia Europa, per il suo agire che può apparire puramente monetario, opportunista, oltre che inelegante, come soldataglia in mimetica e stivaloni che entrasse nella proverbiale cristalleria - in questo caso quella dei nostri pensieri e distinguo.

In generale quindi una lettura non propriamente di evasione, ma istruttiva e generatrice di tante curiosità - oltre che obbligatoria (é secondario, ma per me é stato importante) per i fan di Amis.

PS: Einaudi cancella il sottotitolo inglese "Confessions and contraddictions" che é invece piuttosto calzante

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