LE ANTICIPAZIONI (POSTICIPATE). LIBRI DI DAVID PEACE, ARLT, WILDER E AL ASWANI

VISTA INTERNAZIONALE

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Avevo promesso ed ecco qui anche qualche straniero, alcuni giá usciti da poco, altri anticipazioni vere e proprie.

David Peace é scrittore intenso e "malato" quando scrive i gialli (la Quadriga del Yorkshire, thriller veramente acidi - scusate la ripetizione - morbosi e malati, e a volte un po´confusi nel finale aperto). Io l´ho trovato prodigioso quando scrive di calcio. "Il maledetto United", basato sulla storia vera del Manager Brian Clough credo sia stato il miglior romanzo in assoluto di ambientazione calcistica che io abbia mai letto (alcuni altri romanzi letti in argomento: Hornby "Febbre a 90°", Brizzi "L´inattesa piega degli eventi", Ricci "La persecuzione del rigorista").

Peace torna ora al tema calcistico con il librone (quasi 700 pagine) "Red or Dead", che racconta i successi del mitico manager Bill Shankly con il Liverpool.
A differenza del sostanzialmente realistico "Il maledetto...", Peace con questo suo nuovo tour de force sfida il lettore dal punto di vista della pazienza e della lingua.
Gran parte del libro é dedicata alla sintesi delle partite (tutte!) giocate dal Liverpool nelle 15 stagioni con Shankly. Peace usa una lingua ipnotica, cronachistica, a frasi brevi e martellanti, che potrebbe ricordare sia Ellroy sia il "metodo" omissivo e disordinato (come la vita stessa?) usato nelle sue opere gialle.
Per questo la critica si é divisa: dalle lodi per lo sperimentalismo e i paragoni con la Stein, con Hemingway, con TS Eliot, alle perplessitá per lo sforzo che il lettore deve fare.
A voi la scelta. Io sono appassionato di calcio, quindi...É uscito da poco per Il Saggiatore.

Elliot sta andando avanti da tempo con una sua riproposizione di autori maggiori o meno degli anni ´30 in poi americani.
Da noi il romanziere e drammaturgo Thornton Wilder non é poi tanto noto, a questo proposito.
Forse qualcuno conosce il film "Mr.North" (sceneggiato da John Huston e diretto dal figlio Danny), che é preso da un suo romanzo.
É uscito da poco per l´editore romano "L´ottavo giorno", doppia saga familiare dall´inizio dell´800 alla seconda guerra mondiale dove - come felicemente tipico in queste saghe - la storia delle famiglie si intreccia indissolubilmente con quella dei destini del paese (in questo caso gli USA).
Wilder é uno che nelle antologie di Americana c´é. Da scoprire o riscoprire, insomma.

Altra segnalazione, piú per me stesso, per non dimenticarmi che esiste anche il Sudamerica. Roberto Arlt, scrittore argentino vitalissimo e irregolare, morto giovane, considerato ormai uno degli autori piú influenti di "sudamericana", con i suoi toni spesso satirici, picareschi e surreali. Maestro di Sabato e Onetti, secondo alcuni.
Mi sembra che con uno scrittore cosí sia questione di schieramento, come spesso con la sudamericana.
Cioé, se ti prende, dove cadi cadi bene, altrimenti meglio tenersene distanti.
Lo pubblicano contemporaneamente Sur (belle edizioni!) ed é uscito da pochissimo Scrittore fallito,  oppure da recuperare il "complottistico" I sette pazzi, e Delvecchio, da cui sono uscite le celeberrime Acqueforti di Buenos Aires, raccolta di pezzi tra l´immaginifico e il giornalistico, che contribuiscono a creare una vera e propria "epica di una cittá e di un momento", l´immagine di una cittá e una popolazione in un momento di trasformazione.

Finisco brevemente con un ultimo scrittore, di cui é uscito da poco l´ultimo libro. É l´egiziano Ala Al-Aswani, apprezzato autore di Palazzo Yacoubian, e ora nuovamente in libreria (per Feltrinelli) con Cairo automobile Club, cupo e satirico ritratto degli ultimi singulti dell´Egitto monarchico e pre-Nasser. Mi pare in tema, attuale insomma, viste le ultime turbolenze in quella nazione (giá sostituite da altre turbolenze geopolitiche, ahinoi).

Alla fine ho parlato di libri giá usciti! Ma da poco, Ok? E poi sto preparando delle succose anticipazioni Indietracks, quelli coi nomi impossibili, per intenderci.

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