LIBRI E RECENSIONI. PERCIVAL EVERETT - DESERTO AMERICANO

UNA REDENZIONE SUPERFLUA

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Everett é autore off, minore se vogliamo ma quotato, una sorta di segreto neanche troppo ben custodito. Il nome circola, insomma, da noi lo pubblica con continuitá Nutrimenti, un editore che fa un lavoro credo prezioso. É da poco uscito il suo particolare, sperimentale "Percival Everett di Virgil Russell", io ho deciso di iniziare dal credo piú potabile "Deserto Americano"; la sua opera penso maggiormente accessibile, appunto.

Non posso dire di essere completamente deluso, né del tutto convinto.

Luci e ombre si equivalgono.

Come un Palahniuk demoltiplicato.
Come un Robbins che abbia visto troppi film dei Coen e di Tarantino (e soprattutto dei suoi seguaci meno bravi).
Come un Pynchon curato con abbondanti dosi di bromuro, insolitamente contenuto

La storia di quest´uomo comune, mediocre, problematico, che si risveglia dalla morte (una morte cruenta) e gira per un´America dominata da mass media, sette e proverbiali zone protette dall´esercito (Roswell, chiaro) é abbastanza risaputa, diventa per l´autore motivo di satira, condotta comunque con mano attenta, mai esagerata.
Alla fine é proprio il contrasto tra lo spunto surreale e la scrittura realistica, e una sorta di umana comprensione per l´imperfezione del nostro prossimo (anche quelli che vengono ritenuti Dio impersonificato) a costituire il tratto migliore del romanzo, di questa storia di (triste) redenzione post-mortem, laddove forse una redenzione non era neppure necessaria...

Luci e ombre dicevo, a Everett daró comunque altre possibilitá, il romanzo si legge comunque con rapiditá e leggerezza, e puó appunto fungere da "primo date" con questo autore.

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