LIBRI E RECENSIONI. J.D. SALINGER - NOVE RACCONTI

DOPO HOLDEN, PIÚ DI HOLDEN

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Salinger. Uno dei grandi (auto)reclusi della letteratura mondiale. I suoi archivi ci porteranno nei prossimi anni altri pezzi della sua produzione - perché Salinger pubblicó poco, ma continuó a scrivere. Se ne parla qui.

Il giovane Holden é diventata un´opera emblema, amata, discussa. Il linguaggio fresco e smagato, lo sguardo prepotentemente adolescenziale, giovanilistico, l´affermazione di un´identitá provocatoriamente diversa, una ribellione soffice ma decisa alle convenzioni e rigiditá del mondo adulto.
Romanzo che nel mio piccolo ritengo davvero importante per stile e influenza, solo leggermente invecchiato nella sua tenuta complessiva, come se lo sguardo del lettore di oggi fosse inevitabilmente ancora piú disinvlolto di quello di qualsiasi Cauldfield a questo mondo.

I Nove Racconti, ora: importante leggerli perché uno scrittore é tutta la sua produzione, e non solo il libro simbolo. Perfino degli Knack é interessante ascoltare tutto l´Album e non fermarsi a My Sharona.

Tra queste nove narrazioni ci sono vertici secondo me superiori al Giovane Holden e che confermano Salinger come grande scrittore del distacco e della incomunicabilitá, in una sorta di descrizione di un mondo scisso, dove bambini, adolescenti e adulti hanno difficoltá a trovare un terreno comune, valori condivisi - o anche a trovare una maniera di sottrarsi a un destino inesorabile che di solito si palesa in forma di seconda guerra mondiale (decisiva per la formazione dell´autore, si sa).

Tra i must secondo me l´apparentemente tenero "Un giorno ideale per i pescibanana", l´ambiguo "Per Esmé: con amore e con squallore", il divertentissimo "Il periodo blu di De Daumier-Smith" e il gran finale di "Teddy".
Solo un racconto - "L´uomo ghignante" - l´ho trovato un po´ riempitivo.

Lo sguardo a volte surreale, gli scarti di prospettiva e il linguaggio preciso, la prosa sofisticata credo che abbiano influenzato (in maniere differenti) tanti scrittori US di short stories, sia i minimalisti alla Carver (appunto la precisione e l´apparizione di piccoli grandi traumi nella vita quotidiana) sia i surrealisti alla Barthelme.

Posto che per un parere ancora piú completo su Salinger si dovrebbe continuare e leggere Fanny & Zoey, collegando questi Nove Racconti con Il Giovane Holden si ha sicuramente un´estensione della prospettiva sullo scrittore, se ne comprende ancora maggiormente l´importanza, e si resta ancora piú stizziti del fatto che non ci abbia voluto donare in vita altre parti della sua produzione. Forse che il meglio debba ancora venire?

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