THE SUNDAY CONVERSATION. POCO STREGA E UN PO´DI ELLROY




LA RUBRICA PIGRA E SOTTILMENTE POLEMICA


su the sunday conversation



Colonna sonora pop: The Proctors (classico nome indie-pop)


Alla fine il bravo Blogger dovrebbe stare sul pezzo e coprire gli eventi. Quindi lo Strega e la morte di Faletti.

Ma lo Strega é giá passato. Parlarne mi sembra stantio. Posso solo dire che NON ha vinto il migliore. Di quelli che ho letto io il migliore - e forse l´unico romanzo - era Pecoraro "La vita in tempo di pace". Quella di Piccolo é una autofiction saggistica e garbata, un po´alla Giampaolo Pansa. Quella di Scurati é una creatura non priva di fascino ma sostanzialmente (pure) saggistica, poco strutturata e dimenticabile. Catozzella come Saviano (a cui credo si ispiri) é forse un giornalista, ma come scrittore non é baciato dal talento.
La Cilento non l´ho letta né credo che lo faró.

Su Faletti veramente avrei poco da dire, come scrittore, lo ricordo con un certo affetto filtrato dal ricordo di me bambino come brillante comico nel Drive In. E so che D´Orrico (sempre lui) lo ha stralodato.

Proprio leggendo Pecoraro pensavo all´influenza che uno scrittore come DeLillo ha avuto da noi, influenza che ho riscontrato nel libro di cui parlavo sopra, e anche in un azzecato romanzo di un giovane scrittore che sto leggendo (Stalin+Bianca di Iacopo Barison, che sta godendo di ottima stampa overall) e tornando indietro mi verrebbe da dire anche Giovanni Cocco (La caduta) e forse anche Latronico
Un po´é l´universo tematico: la spazzatura, i flussi di informazioni, l´osservazione tramite gli occhi o meglio tramite la telecamera, il girare a vuoto in un mondo che ti immagini post- (o molto vicino alla) apocalittico. E poi il modo di costruire le frasi e i dialoghi fatte di frasi iperrealistiche e iperletterarie e che proprio per quello ti lasciano un gusto di realtá possibile. Chissá se gli scrittori di cui sopra ci si riconoscono (Barison di sicuro, proprio bravo sto ragazzo).

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Segnalazione dai giornali domenicali.
Ellroy - di una sublime antipatia - sta sulla Lettura del Corriere con una sua intervista. Tornerá da noi nel 2015 con Perfidia che sará il primo capitolo di una quadrilogia su Los Angeles dagli anni 40 fino ai 70, nella quale torneranno TUTTI i suoi personaggi della prima quadrilogia di LA (per intenderci quella di Dalia Nera e White Jazz e LA Confidential e il Grande Nulla) e della trilogia della Storia Sproca dell´America, a partire dal sublime (oggi mi viene questo aggettivo) Dudley Smith - che amo ricordare nell´interpretazione di James Cromwell.
Peraltro LA Confidential é uno dei rari casi dove il film mi ha convinto di piú del romanzo (dove Ellroy per districarsi in una trama complicata a un certo punto deve far svelare l´arcano dai tre colpevoli...va beh, niente spoiler).

E poi ancora, D´Orrico parla di Herzog di Saul Bellow. Un grandissimo libro. Mi ricordo. Ero da un amico (amicissimo) piemontese. Avevamo fatto qualche bagordo, mi sveglio e mi guardo intorno nelle librerie e trovo questo in una preziosa edizione mi pare Mondadori. Ne leggo le prime 50 pagine. Chiaramente non posso portarmelo a casa (anche se l´amico avrebbe potuto almeno far finta!). Poi l´ho comprato e ai tempi (o forse un po´dopo) l´ho commentato in maniera sempliciotta ma sentita (non sapevo ancora di dover recensire il mondo)

in questo romanzo ci sono tante idee quante a uno scrittore "normale" basterebbero per tutta la carriera. e allo stesso tempo é un romanzo intellettuale - verrebbe voglia di dire la voce di un uomo senza qualitá (quindi con qualitá) - ma pieno di sentimenti e di veritá, ricchissimo - da leggere e se possibile rileggere 

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Tornando un attimo allo Strega butto lí una domanda provocatoria. Perché sentiamo il bisogno di parlare tanto di cose che poi fondamentalmente non ci piacciono o che critichiamo?
Lo Strega sta a noi lettori o Blogger come Prandelli sta al Mainstream? Cioé vedendo lo Strega diventiamo un po´tutti dei "tennici da bar", siamo legittimati a sparare ad alzo zero,  a criticare libri che per la maggior parte non abbiamo letto?
Sono meccanismi strani.
Ogni Blog letterario copriva l´evento il giorno dopo con Link e articoli piú o meno tutti uguali, il ché é logico, rifiutarsi di parlarne é come se la Gazzetta il giorno dopo l´eliminazione dai Mondiali fosse uscita titolando su Rugby e Basket.

Eppure ci trovo un accanimento tipicamente italiano, quella tendenza alla tuttologia che una volta all´anno (in Musica é Sanremo, in Politica le Elezioni) ci trasforma tutti in esperti.

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Va bene, tagliate l´ultimo pezzo e fate finta che l´articolo finisca con "se possibile rileggere". Non amo le invettive. Buona Domenica :-)

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