RINASCITA DI UN EDITORE. INTERVISTA A GIORGIO GIANOTTO, DIRETTORE EDITORIALE DI BALDINI & CASTOLDI

BRIZZI, MERGEHETTI E SUPERDOTATI

 

 
Intervista per Recensireilmondo

É  bello (o lo sarebbe) che dietro ogni articolo ci sia (o ci fosse) una storia. Una piccola storia, qualcosa di personale.
Qui c´é, e sghignazzo se ci penso.
L´editore di cui parlo mi ha gentilmente inviato qualche tempo fa uno dei loro libri, per una mia eventuale recensione.
Il libro si chiamava Come sopravvivere con un Pene enorme. Ehm.
Mi chiedevo, perché avranno pensato a me?
Al di là di scherzi e battute triviali, l´ho gentilmente chiesto direttamente a chi me lo aveva mandato. Curiosamente negli stessi giorni di questo editore leggevo i due racconti di Jonathan Ames qui recensiti. E insomma mi ha incuriosito questa linea editoriale variopinta, che va dai Racconti di Kolyma al suddetto "Organo" passando da un long seller come Brizzi.

E approfondendo e venuta fuori l´occasione - grazie alla gentilezza e alla disponibilità dei miei interlocutori - di fare un paio di domande direttamente a Giorgio Gianotto, che dell´editore milanese é Direttore Editoriale. Ricordo che Baldini & Castoldi rinasce su iniziativa di Michele Dalai dopo il fallimento di Baldini Dalai Castoldi, capitanata dal Dalai Alessandro.

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Marco - La linea editoriale é davvero "Bunt" (come direbbero i tedeschi) - variopinta. Si va dai Racconti di Kolyma al Pene enorme. Quale é il minimo comun denominatore (se c´é)? In generale come vi posizionate tra piccolo editore di nicchia e grande editore generalista? Perché a me pare che le scelte che fate siano più da grande editore, che copre (o vorrebbe coprire) quanti più segmenti di mercato possibili

Giorgio - Minimo comune denominatore sono le storie: e le storie sono curiosità, sono sguardi piccoli e grandi insieme ma soprattutto sono tratti di percorso da fare insieme al lettore, che è la vera ricchezza di ogni editore, qualsiasi sia la sua dimensione. La "nuova" B&C vuole muoversi in quell'ambito, senza aspirazioni generaliste, anzi, ma intercettando diversi segmenti di narrazione e curiosità.

Marco - É corretto pensare che i vostri cioé long seller siano Brizzi (Frusciante) e il Mereghetti.  e di conseguenza che patrimonio rappresenta per un editore in ri-partenza il poter contare su un certo tipo di catalogo? (ndRecensire: che bella domandona retorica, ma la risposta é valida, vedrete)

Giorgio - Il catalogo è certamente valore, e un catalogo dalla storia lunga e ricca per titoli e per scandaglio come quello di B&C rappresenta certamente una ricchezza: autori come Enrico Brizzi o Fabio Geda, in tempi recenti più recenti Aldo Busi, l'intera raccolta dei Peanuts e l'enorme valore del dizionario di Paolo Mereghetti sono un patrimonio che abbiamo cercato di valorizzare condensando 56 titoli in un'unica collana che rappresenta il meglio del passato della casa editrice.

Marco - Ho visto che date molto spazio alla "giovane" narrativa italiana, 2-3 segnalazioni in questo senso, libri o autori in cui credete fermamente?

Giorgio - Nella prima parte dell'anno abbiamo avuto diversi e ottimi esordi: Michele Santeramo, che arriva comunque da una lunga e importante storia teatrale, con "Rivincita" e Barbara Buoso con "L'ordine naturale degli elementi" sono due buoni, ottimi libri. Una segnalazione la merita Tommaso Pellizzari con il suo "Movimento per la disperazione", un libro  divertente e soprattutto intelligente, dall'impostazione, anche grafica, molto inusuale e moderna.

Marco - come vi posizionate rispetto al fenomeno di chi si pubblica da solo di Amazon? Puó Amazon essere una fucina di talenti "fatti in casa"? vedevo il caso Premoli, scoperta da Newton Compton su Amazon e pubblicta senza ahimé uno straccio di editing. ma non c´é il rischio di perdere la faccia?

Giorgio- La tecnologia è a disposizione di tutti gli attori del sistema: autori, editori, agenti stanno prendendo confidenza con i nuovi strumenti ma solo pochi stanno intuendo che tutto ciò porterà a breve a un approccio totalmente nuovo all'intera industria nelle sue singole componenti. La frase fatta "manca un modello di business" credo sia un falso problema: il digitale, il selfpublishing e le nuove dinamiche di produzione e comunicazione stanno lentamente spostando l'attenzione da un'economia basata sul prodotto a un'economia basata sui servizi. Giuseppe Granieri, uno dei migliori interpreti italiani di questo cambiamento e di cui pubblicheremo un saggio al riguardo in autunno. sostiene che l'editoria sia un settore ad alto grado di innovazione. Si potrebbe dire: finalmente!

Marco - riguardo a quest´ultima domanda, voi come B&C monitorate quello che succede sui canali digitali, banalmente la famosa Top 100 degli E-Book di Amazon (magari self-pubblicati) o é una cosa che (volutamente tra virgolette) "non vi interessa" in quanto dispersiva rispetto ai normali canali con cui scoprire talenti o "Nuove voci"?

Giorgio - Seguiamo più volentieri percorsi tematici, seguendo dibattiti  e discussioni sui vari social e quindi intercettando persone e voci scoprendole in un contesto più ampio

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Oltre i testi segnalati da Gianotto, segnalo un altro paio di cose che mi hanno incuriosito di questo editore.

Helen Hessel, la donna che amò Jules e Jim - di Marie Francoise Peteuil. Biografia della "eroina" del romanzo di Pierre Roche che ispirò il film di Truffaut (il libro di Roche si trova invece da Adelphi)

La stanza enorme  - E.E. Cummings. Romanzo sulla prima guerra mondiale lodato da Hemingway e da Lawrence d´Arabia (sic).

Prossimamente su questi schermi, credo.

Commenti

  1. Ragazzi, imparate a usare gli accenti: se c'è, amò, ahimè, è bello, etc. Si ha l'impressione che scriviate con una tastiera spagnola.

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  2. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  3. la tastiera è tedesca, comunque ora pian piano li sto correggendo anche nei post vecchi. Un saluto.

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