LIBRI E RECENSIONI. STRONCARE IL MONDO

I MIEI RARI LIBRI A UNA STELLA

da Cappelli a Palahniuk passando per Neve

Sono andato per curiositá a riguardarmi i libri ai quali su Anobii ho dato solo la fatidica stelletta e sono veramente pochi.
Chiaramente un po´seleziono e di solito sono piú da due stellette, il ché significa che il libro non ti é piaciuto, ci hai stretto un rapporto problematico ma almeno c´é stato un dialogo.

I libri a una stella non sono neanche - di norma - quelli che fatico a finire, nel senso che a un certo punto subentra una sorta di tanto peggio, tanto meglio, mi prude la stroncatura nelle mani, vado avanti e non vedo l´ora di finire. Sono proprio libri che mi scatenano la cattiveria, ecco cosa sono, non sono magari quelli scritti peggio, ma sono volta per volta, insulsi, deprimenti, inutili, ridicoli e cosí via.

Cappelli e l´Aglianico
Storia controversa dell´irresistibile fortuna del vino Aglianico nel Mondo. Titolo intrigante, D´Orrico che me lo paragona a Roth (ai tempi ero piú ingenuo, non lo sapevo che D.O. ha il paragone facile) e insomma ci sono cascato.
L´impressione fu quella di una robetta davvero dilettantesca, trama abborracciata, personaggi ultra-stereotipati, esilissimo.
Poi per vedere se sognassi o fossi desto, ho letto anche Parenti Lontani e ho visto che Cappelli ha qualche qualitá picaresca e ironica, insomma evidentemente l´ho beccato clamorosamente fuori forma.

Desiati e la vita precaria
Vita precaria e amore eterno. Anche qui titolo intrigante per uno dei libri piú brutti che  io abbia mai letto. Un tono di una cupezza senza fine....ma no vi cito direttamente la mia recensione su Anobii che mi venne cattiva il giusto

"una "voce" di personaggio tra le piú odiosamente cupe e negative in cui mi sia mai capitato di imbattermi in un romanzo. un personaggio che odia il lavoro ai call centre, schifa la Sicilia natia, detesta il Laurentino, ma non gli piace neppure San Lorenzo perché ci sono i radical-chic e cosí via. non so se la cosa sia stata inconsapevole o voluta. se voluta - ovvero se l´autore si immaginava il suo personaggio proprio cosí - direi che la cosa é forse piú grave. capisco poi la volontá nel rappresentare un individuo squallido e chiuso in se stesso, ma su, questo ragazzo chiama un nero "Bingo Bongo" o "Ghanaboy", per sentire simili banalitá dovremmo riprendere una di quelle commediacce estive con il mitico Zampetti (l´attore Guido Nicheli) che apostrofava il domestico africano. prendete poi una scrittura sciatta, banale, da De Carlo in pre-pensionamento, con amenitá varie tipo "lui comunista, lei democristiana, poi arrivó Berlusconi e mise d´accordo tutti"........o una parte dove ho dovuto veramente smettere di leggere per la repulsione, quando il protagonista e la sua ragazza si sputano in bocca a vicenda il cibo. last but not least, varie incongruenze davvero dilettantesche, ad es. una per tutte, il protagonista studia lettere, cita Buzzati, legge Petrarca, puó permettersi insipidi scherzetti su Philip Roth (e l´attore Tim Roth) ma non ha idea che Lolita sia un romanzo contemporaneo scritto da Nabokov..."

A Desiati non ho dato nessun´altra possibilitá (comunque continua a pubblicare, quindi oh, il suo pubblico lo avrá, che devo dire?)


Culicchia e il Paese delle Meraviglie
A Culicchia sono affezionato ma qui...ehm...l´ha fatta..ehm...fuori dal vasino. La sua natura é quella secondo me di riprendere con camera "ad altezza uomo" vite di personaggi un po´stralunati, tic, microdolori, scelte di vita, ragionevoli svolte - come in Tutti giú per terra. Qui iniziava in questo modo ma cadeva drammaticamente nel tentativo di descrivere la storia italiana, ambientando il romanzo in un 1977 a mio modo di vedere davvero pretestuoso. Ho cercato in tutti i modi di salvarlo ma alla fine avrei voluto dirgli "senti, ma se volevi scrivere un romanzo sull´adolescenza...potevi farlo, senza andarti a cercare la storia e la meglio gioventú e le ambizioni...funzionava giá cosí"

Parente e l´Inumano
Parente - che é un bel personaggino - l´ho poi riabilitato con "Il piú grande artista del mondo dopo Adolf Hitler"; lui scrive bene e ha questa mania della provocazione, di non buttar via niente, non negarsi alcun tipo di violenza e perversione. Mentre "Hitler" funziona come grande parodia del mondo della spettacolarizzazione a tutti i costi, l´Inumano é onanistico, nei contenuti e nelle intenzioni, perché Parente mette in scena uno scrittore, e quindi se stesso, e si cade troppo spesso secondo me in una provocazione vuota e fuori bersaglio, quindi fastidiosa, autoreferenziale. A Parente viene voglia di dire che la teenager che si fa la foto intenta a (inserire qui una di quelle notizie che girano su giornali e Social Media) giá in mezzo secondo (il tempo di un clic) é riuscita a provocare piú di lui in centinaia di pagine.

Schlink e il Fine Settimana
Non che si pensi che me la prendo solo con gli italiani.
Le premesse sembravano buone: Schlink e quello di The Reader, scrittore quotato in patria e ampiamente tradotto all´estero.
Per cui lo stupore é stato tutto mio trovandomi davanti a una ehm...BOIATA di questa levatura.
Un libro artificiale, sentenzioso, imbevuto di cattiva retorica post-sessantottina e post-oddioabbiamofattodeglierrorimaavevamoungrandesognoeravamocompagnichevolevano-cambiareilmondo.
Una trattazione davvero lacunosa e da rotocalco, che mi ha tenuto lontano, lontanissimo da altri libri di questo autore.

Pahalaniuk e il suo Pigmeo
Raro caso di libro che abbandono e al quale dó comunque una stelletta.
Chuck - che apprezzo - se l´é proprio meritata. Storiella che forse avrebbe potuto risultare in un racconto di 20/25 pagine non geniale ma spassoso ma che tirata avanti sulle dimensioni del romanzo diventa praticamente impossibile da leggere.
"Operativo me prende famiglia porca americana, canta canzone di america bandiera etc...etc...". La trovatina (la frase é mia, per "ricalcare" lo stile usato) é di assumere il punto di vista di un tredicenne talebano iper-intelligente iper-formato in chimica, tecniche di guerriglia e amenitá varie (ma che stranamente non parla inglese correttamente) e quindi filtrare attraverso il suo sguardo l´intento principe del buon Chuck, ovvero la critica dall´interno del capitalismo e il way of life americano...ma Chuck nel frattempo (e mi fa piacere) si é riempito la pancia e ha (spero) placato certi demoni per cui la cosa davvero va ampiamente fuori bersaglio, sembra un esercizio di stile, poco riuscito.

Fermine e la sua esile Neve
Qui veramente ho esitato. Ci sono stati altri libri che forse non ho capito, che erano difficili da giudicare, per vari motivi e a cui ho rinunciato a dare un giudizio.
Questa esile creatura del francese Fermine é piaciuta cosí tanto a diversi lettori, alcuni anche che apprezzo e con cui scambio opinioni costruttive, che ho il dubbio di essere io, che proprio non entro nella struttura ad Haiku la poesia giapponese fatta di monti innevati, carnagioni candide, riti del té, vestiti di seta sottilissima, motti sapienziali etc...etc...
Questa opera mi ha fatto rivalutare moltissimo il (precedente) Baricco di Seta, e giá qui dico tanto.
Alla fine non ho rinunciato a dare una stelletta a causa delle similitudini erotiche usate da Fermine, dove ad es. l´organo maschile viene paragonato a un peperoncino rosso, una cosa davvero kitsch, per di piú assolutamente inesatta, cose che per me puzzano di cattiva poesia e che - fino a prova contraria - mi hanno indotto alla stroncatura.

Ci sarebbero altri libri a cui ho dato una stella, ma non vale davvero la pena di parlarne. Il commovente "I postromantici"di tale Carlo Mazzoni, una roba che in confronto i film dei Vanzina sembrano Scorsese, Coppola e Kubrick tutti insieme, e poi (recente)"Istruzioni per cinquantenni in cerca d´amore" del francese Morin, una roba che pensi gli editori di Einaudi cosa ci abbiano visto in questa storia-non-storia dove i personaggi pensano e ragionano tutti allo stesso modo indipendentemente da professione, educazione e livello sociale.

Mi rincuora comunque che le mie "una stelletta" siano cosí poche, e giá pregusto il momento in cui la lista si allungherá...come un peperoncino rosso.
 


 

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