RECENSIONI. MILAN KUNDERA - LA FESTA DELL´INSIGNIFICANZA

UN AMARO RITORNO

per Recensireilmondo

Alla ricerca di puntelli per la mia opinione, ho trovato una recensione su Panorama; si cerca di convincerci che Kundera - fedele al suo percorso - cerchi di portare il romanzo al grado zero della sua rarefazione. Per come la vedo io, tipica recensione vaga all´italiana, scritta forse per evitare una stroncatura.
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No, io il Kundera migliore lo ricordo sí divagante, sí filosofeggiante, ma per niente "rarefatto". Anzi: sul pezzo, e concreto, e ancorato alla realtá, e di idee.
Ecco, questa storia non so se é rarefatta; certo é anacronistica (il ché puó essere anche un bene); non ci sono computer, social media, telefoni cellulari, in compenso compaiono (e sono le pagine piú felici) Stalin e Kruschev.
I personaggi sembrano burattini che seguono il proprio copione (la cosa puó essere voluta, visto che si parla di una piece per marionette, nel testo).
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Anzi no: piú che rarefatto direi stralunato - mi ha ricordato le atmosfere di un altro grande scrittore ceco (con cui infatti non ero entrato in sintonia) ovvero Hrabal.
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Molti di noi neppure iniziano a scrivere e chi scrive neppure si sogna di arrivare ai livelli di un Roth, di un Bellow, di Kundera.
Roth ha detto che non scrivera piú. Le sue ultime opere sono (secondo me) decisamente riuscite.
Bellow ci aveva "lasciato" con Ravelstein, con "Una proposta di Matrimonio". Kundera ora ci propone questa Festa dell´Insignificanza. Non sempre deve essere facile per uno scrittore vero - per uno scrittore di razza - gestire una fase - se vogliamo un´etá - nella quale l´ispirazione si fa piú vaga, piú lontana, e mi pare che questa ultima uscita dle pur grande Kundera lo confermi, ahimé.






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