THE SUNDAY CONVERSATION - SCANDINAVIA E DINTORNI

LA RUBRICA PIGRA E SCANDINAVA

per la Sunday Conversation


Colonna sonora classica: Arvo Pärt - Für Alina

Colonna sonora (latamente) pop: Con toda palabra (diverse versioni)



Parlavo la settimana scorsa della fascinazione per la letteratura scandinava non gialla e come spesso le opere che "funzionano" sono quelle molto Iperborea (non vuole essere un giudizio), quelle che ti immagini appunto...scandinave. Atmosfere sospese, spazi sconfinati, nostalgia, malinconia, uomo-natura.

Poi la percezione cambia da lettore a lettore. Per esempio per me Che ne é stato di te, Buzz Aldrin del norvegese Johan Harstad era un libro sulla depressione, sulla fuga da se stessi, una fuga realizzata nel "deserto" delle Far Oer. Per altri lettori (autorevoli) invece c´era un filo conduttore di speranza, di fuggire per ritrovarsi. Quindi prendere con le molle, per favore, riferimenti a nostalgia, malinconia etc..(e lo dico io, che da 10 anni passo le vacanze estive in Svezia).

Ora qui volevo presentare alcune opere scandinave un po´fuori dal coro e infatti guarda caso non le ha pubblicate Iperborea e infatti guarda caso sono passate discretamente inosservate (ma non si tratta di "sole", che esempio qui in Germania i rispettivi autori sono abbastanza quotati - se questo puó significare qualcosa).

Tenete conto che si tratta di segnalazioni un po´"onanistiche" visto che la maggior parte dei libri ormai sono ahimé fuori commercio.

Klas Östergren - Gentlemen (Neri Pozza); una sorta di thriller psicologico di ambientazione urbana (Stoccolma), a parte la location potrebbe essere un romanzo americano, britannico, francese o tedesco. Insomma funziona come romanzo (se funziona) e non per l´esotismo scandinavo. C´era anche un seguito (Gangsters), ma mi sa che dovró leggerlo in tedesco

Lars S.Christensen - Il fratellastro (Guanda); lo scrittore é norvegese, l´opera é una sorta di saga familiare, se vogliamo l´esotismo non manca visto l´elemento del "Mare", ma sopratutto spiccano altri temi: la visione di una vita familiare cupa e non pacificata, la crudeltá della fanciullezza, il possibile riscatto tramite l´arte

Jens Gröndahl - Quattro giorni di Marzo (Marsilio); lui é danese, qui la storia si fa piú allegra (editorialmente, da lettore insomma) perché il libro si trova, e perché da Scritturapura é data in uscita una nuova opera di questo autore (ne parleró a parte). Questo é davvero un gioiellino che piacque a me e anche a mia mamma (che di solito é una garanzia, se un libro piace a me e a lei ha le qualitá per conquistare un pubblico ampio). Ha un passo lento iniziale un po´tipico della letteratura scandinava, ma poi tutto si giustifica con lo svolgimento, é una storia generazionale di donne scritta da un uomo, una sorta di Va dove ti porta il cuore, ma scandinavo e avvincente

Karl Ove Knausgard - La mia lotta 1 e 2 (Ponte alle Grazie); il libro giusto nel momento sbagliato e (probabilmente) con l´editore sbagliato. In pratica Knausgard si é svegliato una mattina e ha deciso di essere Proust, ovvero raccontare la sua vita, e farlo nella maniera meno filtrata e piú prolissa possible (sono ormai 6, i volumi). In Norvegia - il suo paese - ha venduto se non erro 500.000 copie, fatte le proporzioni é come se Brizzi ci raccontasse la sua vita e il libro fosse comprato dal 10% degli italiani....credo che il tentativo ciclopico di Knausgard fosse quello di sfuggire dalla morsa della finzione e dell´invenzione (avevo scritto una bella recensione su Anobii, lo dico senza falsa modestia), mettersi in gioco come si é con tutti i rischi che comporta (ad esempio: si é separato dalla moglie, che é stata anche lei messa in scena, con la sua depressione e i suoi tentativi di suicidio). Ahimé Ponte alle Grazie non continuerá con la saga, i primi due io li ho ma sono fuori commercio, ci vorrebbe una petizione, o almeno un´azione parallela...

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Segnalazione Nr.1: oggi sulla Lettura Cordelli dá botte da orbi a Falco (la Gemella H) e in effetti i passi un po´contorti che cita mi hanno un po´fatto dubitare della mia scelta di leggerlo. Ma anche a Vasta e al critico-antologizzatore Cortellessa. Poi si é lanciato in una secondo me abbastanza inutile classificazione degli scrittori italiani tipo Moderati, Conservatori etc...Cordelli é uno di quelli che sembra sempre vicino a profetizzare la morte della letteratura, ma a volte dice anche cose interessanti

Segnalazione Nr.2: sto leggendo un saggio sulla giovane Narrativa italiana (Maurizio Pistelli, editore Donzelli - fa pure rima). É incredibile come all´inizio degli anni ´80 prima dell´esplosione dei vari De Carlo, Tondelli, Busi etc...lo scenario fosse di ristagno totale, i soliti noti (Moravia, Chiara, Saviane) in libreria e le giovani voci intimidite dal "divieto di fiction" derivato fondamentalmente dalla concentrazione sul pubblico, sulla politica etc.
Si pubblicavano pochissimi romanzi italiani, le case editrici - anche le grandi (Feltrinelli, Einaudi che rischiava di fallire, Rizzoli) - erano in grave crisi.
Insomma con tanto che é giusto sottolinare la crisi, il periodo attuale mi pare editorialmente piú roseo, no?

Segnalazione Nr.3: D´Orrico va preso con le molle, ma segnala un romanzo Adelphi che mi pare decisamente incuriosente ovvero Karoo di Steve Tesich (sceneggiatore per registi importanti come Yates e Penn). Approfondiamo, si?

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