THE SUNDAY CONVERSATION

RUBRICA PIGRA. CRUCCA. MITTELEUROPEA

Per Recensireilmondo



Pensavo alla letteratura del paese che mi ospita. Quella contemporanea, quindi non Goethe, non T. e H.Mann, e magari neppure Günter Grass.

Poco frequentata dai nostri editori, eppure in molti casi valida.
Credo che l´ultimo "caso letterario" di matrice teutonica sia stato La Torre di Uwe Tellkamp. Non letto, ma chi lo ha fatto me lo ha descritto come un po´ "faticoso".

Poi "The Reader" di Bernahrd Schlink. Noto peró sopratutto per il Film.

Vi segnalo qualche titolo un po´alternativo ai percorsi piú consueti.

Uno scrittore che adoro, poco conosciuto da noi é Christoph Hein. Da noi lo ha pubblicato E&O. Viene dalla ex-DDR e secondo me la sa durante e post- descrivere con una economia di mezzi eccezionale, insomma poche parole, ma quelle giuste.
In L´amico estraneo c´è appunto una storia di non-amore, di emozioni raggelate e non espresse, una storia ambientata nella DDR del controllo, della (immaginiamo) poca felicità e della paranoia diffusa. Ma che in qualche modo funziona anche come storia universale di un certo modo di proteggersi dai sentimenti, continuare con una propria fredda routine, che serve in ultima analisi a non soffrire. Più.

La fine di Horn è molto più incentrato (in senso lato) sulla politica, sull´assenza di vera libertà, sulla possibilità - nella DDR - di essere tradito (o tradirsi) con facilità, non solo con le azioni ma anche con le omissioni, o con le apparenze. Hein non ha bisogno di essere verboso,  gli bastano poche parole, come dicevo, quelle giuste, un linguaggio distaccato e un´oggettività che rende tanto più urgente la materia, quanto più l´autore sembra appunto allontanarsene.

E poi Willenbrock, il romanzo post-muro di Hein, un libro che chiaramente si contestualizza nella sua ambientazione "nach der Wende", ma allo stesso tempo può essere letto anche senza fare riferimento alla recente storia tedesca. Infatti i personaggi e le loro emozioni - le loro bassezze - sono universali, come spesso succede nei libri dell´autore. La scrittura è piana e mi verrebbe da dire inesorabile nel condurre il lettore attraverso una vicenda "abnormalmente" normale.

Altro scrittore anomalo, poco conosciuto (perfino in Germania un po´trascurato) é Friedrich Delius (curiosamente nato a Roma).
Ha romanzato ne "La passeggiata da Rostock a Siracusa" un fatto realmente accaduto nella ex-DDR.
Il libro unisce ironia e realismo, descrive la burocratica assurditá dell´allora Germania Est con toni scanzonati, e dice cose non banali sul desiderio della fuga, sulle aspirazioni umane. Libro decisamente gradevole.

Più noto (si fa per dire) dalle nostre parti é Uwe Timm. Ne "La scoperta della Currywurst" parte dalla (presunta) invenzione di questa forma di "street food" alla tedesca (consiste per la cronaca di una salsiccia grigliata immersa in una salsa più o meno piccante a base di curry e servita di solita con Ketchup e/o maionese) per parlare della storia della Germania nella immediatezze del crollo del terzo Reich.
La storia viene ricostruita con rigore filologico, ma mai abbandonando il puro piacere del narrare. E con un personaggio femminile forte, profondo, molto riuscito.

Ci sarebbe dell´altro, ad esempio Hans Fallada o Arno Schmidt, un altro di quei folli sperimentatori che a un certo punto si mettono in testa di fare opere grandi come la vita.
Per dire il suo "Lebenswerk" é "Il sogno di Zettel". Un romanzo (se così si può dire) che contiene un giorno di conversazioni tra chi nel romanzo dice "Io" (e che tra le altre cose ha trovato un proprio metodo per psicoanalizzare E.A. Poe) e una coppia di amici con una figlia-simil "Lolita".
Il romanzo era composto (e tuttora viene così stampato) in circa 1.300 fogli A3 dove la colonna centrale consiste della trama principale, quella destra contiene citazioni da Poe o altre opere, quella sinistra contiene osservazioni (e a volte depistaggi) della persona che dice Io.
Roba che Ulisse potrebbe sembrare un romanzo tradizionale.
Ritengo improbabile che in Italia qualcuno possa decidere di tradurlo e stamparlo (tenete anche conto del formato...). Comunque si trovano da noi altri suoi lavori, anche di stampo fortemente sperimentale.

Ma ne parleremo un´altra volta (forse).

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Questa cosa dei libri enciclopedia è bella e snervante allo stesso tempo. Perché chi li vuole fare bene non può limitarsi a scrivere un libro lungo. No, di solito ha come obiettivo anche contenere tutto, e - nei casi migliori o peggiori - rendere conto della complessità del mondo (dove il cinema ha gioco facile potendo contare sull´immagine, per esempio). E allora si spinge sul pedale della sperimentazione, anche nella forma grafica, se vogliamo (uno dei capostipiti, Sterne e il Tristram Shandy, secondo me).

Nomi di libri/mondo a parte i "soliti" Pynchon, Joyce, Balzac (su cui comunque si puó discutere), Rabelais...

Mi vengono in mente Le Perizie di Gaddis. Il recentemente ri-edito O Lost di Thomas C.Wolfe (laddove Wolfe identificava il mondo con se stesso, con il suo alter ego Eugene Grant).
La Bibbia, se vogliamo, è anche un testo di quel tipo, volendo contenere tutto, leggi, genealogie, precetti, storia (ricostruita), romanzo, favole, poesia.

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Sono in piena Mitteleuropa per motivi vacanzieri.

E quindi Musil e L´uomo senza qualità. Se non è un romanzo-mondo quello...
Tra gli austriaci ho anche (piuttosto, cioè tanto ma meno di Musil) amato Stefan Zweig. In particolare Il mondo di ieri, romanzo secondo me fondamentale per capire l´Europa - a tutti i livelli.

Stavo in un negozio di Souvenir qui a Budapest. C´era anche una sezione di letteratura, con testi in inglese, spagnolo, tedesco e (sorpresa sorpresa) italiano.
C´erano Marai, la Szabo e I ragazzi della via Pal (da ragazzino l´ho amato).

Io sto peró leggendo Harmonia Caelestis di Peter Esterhazy. Circa 700 pagine e si apre con frammenti non collocabili in un preciso contesto storico, che saltabeccano tra personaggi ed epoche senza concedere molto al lettore, se non un gusto particolare nel vedere dove si andrà a parare, e un divertimento (per ora) intelligente.
Insomma un´opera mondo - fatemi gli auguri.

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*Ps: l´edizione piú attuale del Sogno di Zettel di Arno Schmidt pesa 7KG

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