LIBRI E RECENSIONI. PILLOLE: DAVID GROSSMANN - CHE TU SIA PER ME IL COLTELLO

FIND A ROOM!


Ho sentito pareri estremi su questo libro amato o detestato.
Come spesso mi succede essendo un noioso moderato, sto un po´nel mezzo.

Ogni tanto avevo voglia di urlare ai due protagonisti "basta seghe mentali. incontratevi. find a room!". sopratutto quando parla lui, che ha una voce a volte kitsch, imbevuta di letteratura (i russi? Kafka?) e non sempre letteratura ben elaborata.

Molto più rinfrescante la voce di lei, più lineare e consapevole, non per niente è una donna. e toccanti le pagine dedicate al figlio handicappato.

Alla fine è una versione iperletteraria e vagamente auto-masturbatoria (specie per quanto riguarda lui) di cose più leggere alla "C´è posta per te" (probabilmente l´autore inorridirebbe per questo paragone), l´eterna storia di un amore improbabile, impossibile, non conveniente, un amore fatto di parole e il timore che un eventuale incontro le cancelli e renda tutto il più prosaico. 

Quindi come Barnes ha ripreso i personaggi del suo "Amore etc.." regalando una puntata 2, forse Grossmann potrebbe partire dalla fine di questo e scrivere un ben più terreno seguito, che potrebbe chiamarsi "Hai voluto il coltello, ora taglia!"

Commenti

  1. Detta così,mi ricorda molto "Il museo dell'innocenza" di Orhan Pamuk: a tratti veramente irritante.

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Ho un rapporto difficile con Grossmann e ciò che dici lo condivido. Parola per parola. Un saluto

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  4. grazie Sonia per il tuo commento. In effetti poi (dopo di questo) ho letto "Vedi alla voce Amore" e mi é piaciuto molto, anche se poi Grossman rimane scrittore piuttosto complesso

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