THE SUNDAY CONVERSATION - QUARTA PUNTATA

LA RUBRICA PIGRA E IN-CLUSIVA


la cultura dell´inclusivitá




Ho letto - sto leggendo Viva Tutto di Jovanotti/Bolelli. Suona come una confessione.

Da dove iniziare? Qualche tempo fa un mio contatto su FB lamentava che Einaudi - l´editore di prestigio e l´editore culturale per eccellezza e l´editore di xxxxyyyy (aggiungere nomi di autori Einaudi) - pubblicasse Jovanotti.
Avevo replicato dicendomi non particolarmente scandalizzato.
Ho letto un po´di storie dell´editoria, e da quando é nata l´editoria moderna, ciclicamente scrittori, editori e lettori avveduti lamentano lo scandimento del gusto e l´imperare di scrittori, editori e lettori troppo mainstream.
E´ godibile ad esempio andare a studiarsi come Treves (uno dei primi GRANDI editori commerciali italiani) lanció D´Annunzio.
Uno dice: D´Annunzio! Sciagurato, mi paragoni D´Annunzio a Jovanotti???
Non si tratta di questo (ma poi: leggetevi il Piacere - D´Annunzio é stato grande poeta, ma come romanziere? Mh, ampolloso, estetizzante).

Diciamo questo, sono due culture che si scontrano. Quella dell´esclusivitá e quella dell´inclusivitá. Nel mio piccolo, sono per la seconda. Includere. Oh, io conto come il due di picche quando briscola é cuori, ok? Ma includo, nel mio piccolo. Musicalmente vado da Neil Young a Pink. Se mi piace una canzone di Pink la metto su Spotify. Ho letto Musil, e ora sto leggendo Jovanotti.

Questo Viva Tutto non é un capolavoro. A volte le voci di Jovanotti e del filosofo-pop Bolelli si fanno troppo euforiche. Probabilmente la lettura presuppone essere FAN dei due. Cosa che non sono. Jovanotti avrá fatto 2-3 canzoni che mi piacciono. Bolelli non lo conoscevo. E´stato un consiglio di un´amica. Io sono permeabile ai consigli.

Ecco, se c´é qualcosa che mi porto a casa da questa lettura, é proprio l´inclusivitá, c´é tutta una serie di riferimenti a musiche, culture, letture, come un invito a lasciarsi andare, non rifugiarsi nello snobismo o nei luoghi comuni alla "eh...ai miei tempi...".
Poi oh non é una lettura irrinunciabile. Ma se dovessi leggere solo libri irrinunciabili, sarei credo un lettore meno felice, starei lí a guardare le mie librerie semivuote valutando una edizione critica della Ricerca o se prendere in mano La Veglia di Finnegan in versione originale
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ah ecco, se parliamo di editoria commerciale, allora non accettando compromessi la coerenza sarebbe rappresentata forse dal fare come fece quel gran mito di Bianciardi.

Cooptato in Feltrinelli, si rese conto (credette di farlo) che il giovane editore era un bel figlio di papá, furbo e attentissimo alle esigenze del mercato.

Schifato dalla situazione, ne scrisse ne "Il lavoro culturale". Dopodiché come a voler dire: se proprio devo stare con un editore capitalista, allora meglio il capitalista vero, con la sue opere successive passó prima a Bompiani e poi festeggió il suo piú grande successo con Rizzoli, con la Vita Agra.

Peró Bianciardi il suo isolamento e il suo essere contro lo pagó con una vita tormentata, e spentasi nella solitudine e nell´alcolismo.

Per conto mio, mi sono procurato su Amazon l´antimeridiano uscito da ISBN e ne sono felice
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Parlando di snobismi, come collocare un altro autore di quelli di cui a volte hai paura di parlare perché fanno discutere?

Baricco. Un´altra amica (e sua fan) su Facebook mi accusa di odiarlo. Ma non lo odio. É bravo, ha talento. Ma ho sempre la sensazione come...come se fosse un cuoco dotatissimo in grado di prepararti un pasto completo, succulento ed equilbrato, e invece si perde nella cucina molecolare, ti serve un emulsionato e poi un bigné di gamberetti pieno d´aria, cose cosi.

Insomma che non si metta in gioco fino alla fine, con le sue storie portate ai limiti estremi della sintesi e a volte del simbolismo.

Per dire a metá di Mr.Gwyn mi dicevo "ecco, finalmente, ecco finalmente una storia, ecco che si mette in gioco" ma poi anche lí emergeva una certa distanza, un non volersi completamente immergere in ció che si racconta, un voler a tutti costi rendere memorabile ogni personaggio, ogni momento - ogni frase una sentenza.

Ecco, lo manderei a ripetizioni da Piperno o ancora meglio da Walter Siti (so che la prospettiva ai baricchiani puri suona blasfema) per fargli annusare un po´di sangue vero (per tacere della seconda parte del binomio) e allora forse avremmo un altro grande scrittore italiano...

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