LIBRI E RECENSIONI. PILLOLE.IL LETTORE ONNIVORO

AUTUNNO TEMPO DI LIBRI

Sono tanti, sono attorno a me, sono dappertutto. La piccola semi-citazione modificata da Frankie HI-Nrg per iniziare e riferirmi ai libri.
Da qualche tempo andando al lavoro a piedi ho preso l´abitudine di portarmi un libro (di solito breve) direttamente nella tasca del giaccone (o in mano) per liberarmi del complesso social di compulsare il giocattolone (Samsung S4) e così se i marciapiedi sono liberi o comunque aspettando ai semafori - leggo.

E poi - certo - leggo a casa, leggo sul divano con la TV in sottofondo, leggo cucinando.

Allora - libri finiti da poco.

In Balia di una sorte avversa di B.S. Johnson, il cosidetto Book in the Box di questo autore tormentato e sfortunato, di cui Coe ha scritto la biografia.
La particolarità é che il libro (edizione Rizzoli) sta appunto in una scatola, é composto da 27 fascicoletti o paginette tenuti insieme da una fascetta e il lettore é invitato a comporre da sé la lettura, cioè a mischiare i fascicoletti e - fatta eccezione per il primo e l´ultimo - a leggerli nella sequenza da lui/lei desiderata.
Al di là di questo "trucchetto" il romanzo é meno sperimentale di quanto si pensi ed é una bella riflessione su morte, amicizia e ricordo.

Parlavo di Coe e ormai tutti saprete perché lo avrete letto qui (scherzo) che l´ultimo Expo58 é grazioso....insomma Coe é partito con grandi ambizioni (o almeno con grandi risultati) e ora ahimè ci accontentiamo del "grazioso". Questo farà sì che io mi butti ben presto sull´ultimo di quello che ritengo un ottima alternativa a Coe in termini di creazione di trame avvincenti cioè Paul Torday di cui ho nella pipeline l´ultimo "Una luce nella foresta". Per approfondire trovate il mio post sull´autore in basso a destra in quanto  - per motivi a me sconosciuti - é stato il post più visualizzato di tutti i tempi nel Blog (credo sopratutto da .bot made in USA...)

..che poi se fossi un Blogger serio e assetato di visite avrei già letto e recensito l´ultimo di Amis "Lionel Asbo" che invece mi tengo per un momento speciale come immagino si faccia con certe bottiglie di vino pregiato...

di Volo ho già parlato e non ne parlo più, sono reduce dalla lettura di La bella estate di Pavese, autore verso il quale non so perché ero sempre diffidente, e invece mi ha conquistato, libro di pudore ed erotismo e sentimenti veri, ancora attuale secondo me nelle sue linee guida.

Finito quello il mio libro piccolo da tenere in tasca é diventato Destinatario sconosciuto di K.Taylor - un romanzo epistolare su come il nazismo divida inesorabilmente il destino di due amici. Ottime prime sensazioni.

Sempre restando tra i libri brevi: l´ultimo Julian Barnes "Livelli di vita" non mi ha incantato, vengono uniti 3 saggi abbastanza eterogenei, chiaramente quello dedicato alla morte della moglie era toccante, ma per il resto non si é andati neppure vicini alla profondità del precedente "Il senso di una fine"

Capitolo svedesi: sto leggendo i primi 3 dei capostipiti del giallo svedese ovvero Sjöwall e Wahlöö e insomma é un bel leggere. Ho finito il primo "Roseanna" e si capisce da dove Mankell e Persson abbiamo imparato il mestiere. Peraltro: scritti 40 anni fa ma incredibilmente attuali, secondo me.

Poi uno svedese non giallo: Trash Europeo di Ulf Hallberg, dove la morte di un padre diventa pretesto per "frugare" tra i suoi ricordi (foto, ritagli di riviste) che parlano appunto di 50 anni (?) di storia e minuzie europee - dalla Lollobrigida a Blade Runner. Non l´ho ancora inquadrato, cioè é sicuramente affascinante ma devo vedere cosa mi trasmetterà.

Last but not least - ho iniziato Un antidoto contro la solitudine una raccolta di interviste a e con Foster Wallace (Minimum Fax); come sempre DFW sprizza intelligenza da tutti i pori - ragione per cui devo riavvicinarmi alla sua narrativa e prendere (ri-prendere) finalmente in mano Infinite Jest


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