I MIEI SCRITTORI. C´ERA UNA VOLTA JONATHAN COE

EXPO 58 E DINTORNI



Ai tempi della Famiglia Winshaw Coe pareva un dickensiano erede del romanzo satirico inglese, fortemente ancorato nella realtà (ai tempi quella tatcheriana), il tutto unito con un forte gusto dell´intreccio e della commedia che deriva credo dall´amore dell´autore per il cinema. Nella Famiglia mancava giusto quel tocco di dramma, di prendersi un pochino più sul serio, per trasformarlo in una sorta di grande romanzo inglese.

Quel dramma che invece l´autore non si fece mancare nella saga del Circolo Chiuso (La Banda dei Brocchi + l´omonimo), una toccante, sentita, e - certo - ricca di ironia escursione in un momento di passaggio della storia inglese, dalla crisi della working class alle illusioni (?) del tatcherismo.

Evidentemente il Tour de Force é stato troppo per l´autore, perché ben lungi da alzare ulteriormente le ambizioni, si é accontentato da allora di opere innocue se non decisamente poco riuscite (La pioggia prima che cada).

Non fa granché eccezione l´ultimo Expo 58; l´unico vero intento pare quello (lodevole intendiamoci) di fare commedia, in modo nuovamente cinematografico - un po´alla Preston Sturges - ironizzare blandamente sul carattere britannico ed esprimere il suo notevole gusto per l´intreccio.
Qualche tocco di nostalgia, qualche risaputo riferimento a un mondo che non c´é più (la guerra fredda, le spie, l´ossessione per il fumo), la sua scrittura sempre piuttosto coinvolgente.

Da una parte Coe quindi ha abbandonato - lasciato ai Martin Amis di questo mondo, magari anche ai John Lanchester (Pepys Road)  l´opera di satira sociale, ma ahimè anche come puro mago delle trame é stato superato a destra (?) dal buon Paul Torday.

E il suo destino ora é di continuare a essere seguito da un certo numero (non esiguo, immagino) di lettori affezionati, un po´delusi e bendisposti (una sufficienza stiracchiata, si) che dentro di sé sperano ancora - un po´nostalgici come in certi suoi finali - in un ritorno all´ispirazione vera della Famiglia Winshaw....

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