VORREI ESSERE NICK HORNBY. PARERI IN LIBERTÁ.

VI DICO COSA LEGGO?

Chiaro: lui (come già scritto) ha grossi vantaggi su di me. Ma tutto sommato, non ce lo stiamo già dicendo cosa leggiamo? Su Anobii, su Twitter, sui Blog.

Ma quell´idea non poteva venire (dico io) a un Piperno, a un De Carlo, a chi volete voi. Credo che Hornby con la sua serie di saggi si metta al livello dei lettori, facendo montare la gioia (di lettura) in maniera semplice e non divulgativa.

Nelle mie mani in questo momento c´é Torday (sempre lui) con Vita avventurosa di Charlie Summers. Ho appena finito sempre dello stesso autore "Il destino di Hartlepool Hall", primo romanzo davvero deboluccio di questo autore. Ho un timore: il romanzo é uscito nel 2012 e nello stesso anno usciva il film tratto dal Salmone dello Yemen. Spinte della casa editrice? Romanzo quindi "alimentare"? Non so. Questo Vita Avventurosa comunque parte bene. Fondi, crisi immobiliare, derivati e cose così.

Sto andando poi avanti con La mia Lotta del norvegese KO Knausgard (KO = Karl Ove). Praticamente racconta la sua vita in diretta. Avevo già letto il primo capitolo, ora sono al secondo e spero che Ponte alle Grazie vada avanti con il resto (ne sono usciti altri 4 in Norvegia). E´ stato paragonato a Proust. Non saprei: di sicuro ha un andamento lento, romanzesco e saggistico che può avere aspetti lontanamente paragonabili al francese. A me sembra diverso da tutto quanto abbia letto finora, volendo ha anche aspetti paragonabili a Musil, ma la scrittura ha uno tiro moderno. Insomma da avere e possedere.

La settimana scorsa ho finito un simpatico romanzetto simil-thriller di nome Il cappello di Mr. Briggs, da Einaudi, di Kate Colquhoun. Strana operazione: é più un reportage di tipo giornalistico che parte da un omicidio (realmente accaduto) su un treno nella Londra dell´ottocento per fare considerazioni sul sistema giudiziario inglese. Interessante ma nulla per cui strapparsi i capelli.

Considerazione su Einaudi: nella mia libreria ho visto occhieggiare un libro dal titolo abbastanza suggestivo: La vita e le opinioni di John Cromer - scrittore l´inglese Adam Mars Jones. Ai tempi l´avevo comprato a scatola chiusa. Non so se lo rifarei. Era in realtà il primo di due romanzi che vertono sulla "formazione" (fisica, mentale e sessuale) del personaggio che dice io, a cui capita in tenera età di rimanere praticamente disabile. Einaudi deve aver detto "va beh, ci proviamo, gli mettiamo un bel titolo come specchietto per le allodole che hanno letto Sterne e vediamo come va", traducendo il primo (che si chiude con il protagonista adolescente) e poi ha mollato. Operazione che ragionando da imprenditore posso capire (avrà avuto poco o nulla successo) ma che da lettore infastidisce, perché il libro già parte con il protagonista che parla di sé in retrospettiva e quindi da adulto. Ed é un peccato quindi (visto che la qualità non manca) già sapere di non poterlo seguire fino alla fine (se non in lingua originale). In generale, se un´opera consta di più storie, più capitoli, sarebbe maggiormente onesto e organico metterle a disposizione tutte. Ma forse sono mie ossessioni. Per dispetto so già che rispetto al voto che darei toglierò una stellina (quindi probabilmente ne avrà due). Che poi a me non piacciono i libri con il protagonista bambino. Questo peró non é malissimo, un po' ricorda effettivamente Sterne e a me anche il Tamburo di Latta. Il tutto molto british, però.

Ora se fossi Hornby dovrei parlare dei libri che ho comprato. Ma lui lo pagano per farlo mentre io ora devo andare a guadagnarmi la famosa pagnotta. O le fette biscottate (le ho finite ieri notte preso da un impulso di ritardare il momento di andare a letto). Quindi ci si rilegge, se volete.


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