LIBRI E RECENSIONI. JONATHAN COE E I SUOI ORFANI

PER GLI ORFANI DI COE

Suvvia, che Maxwell Sim non era così male. Seppur la sorpresina finale - insomma, non era esattamente un esempio di freschezza e inventiva.
E poi - la Pioggia prima che Cada...? Cioè il romanzo epistolare un po' alla Tamaro. Ma scherziamo?

Coe, che aveva iniziato con ambizioni dickensiane, con la Famiglia Winshaw, laddove solo un po' di eccessiva disinvoltura dell´autore nel affastellare colpi di scena e coincidenze aveva tolto una certa dose di smalto e credibilità al tentativo di "romanzo sociale" o (addirittura!) "great british novel".

Poi avevamo avuto la saga in due capitoli della Casa del Sonno, una dimensione più intimistica ma con la presenza ancora forte degli elementi generazionale e sociale, la voglia insomma di descrivere il presente, l´Inghilterra in questo caso e le sue persone, le sue evoluzioni.

E da non dimenticare: l´ultima opera di Coe é una biografia - ok, di BS Johnson e quindi una biografia meritoria in quanto permette di riscoprire questo autore, ma non sarà segnale che l´inventiva dello scrittore inglese stia un pó mostrando la corda?

David Nicholls - potrebbe dire qualcuno. Si, qualche somiglianza c´è nel tocco leggero della scrittura, nella capacità di affrontare temi sentimentali senza scadere nel melenso, nell´ approccio satirico alla materia. Ma pure Nicholls non è che sia campione di ambizioni, a dire il vero e a giudicare dal suo romanzo. Poi magari si farà, in futuro.

Torday, quindi. Quella che giudico un ottima soluzione per gli (speriamo momentanei) orfani di JC.

Tutto sommato a Torday manca veramente poco (forse quasi niente) di ciò che ha appassionato in Coe: c´è il sarcasmo, ci sono gli intenti sociali (vedi satira politica nella Pesca al Salmone), c´è la grande pietas nel descrivere i propri personaggi, nell´accettarli anche nelle proprie manie, imperfezioni o addirittura tendenze auto-distruttive (Wilberforce...), la grande misura nel descrivere i sentimenti.

Dicevamo: Wilberforce, ovvero non una storia di alcolismo, ma forse di solitudine e di alienazione. Che potrebbe essere stata ispirata molto da lontano alla storia vera di Phil Katz. Un uomo che non è riuscito a scendere a patti con il proprio successo e a utilizzarlo come chiave per combattere le proprie debolezze.

E poi la Pesca al Salmone, con ambizioni che si elevano ulteriormente, seppur si rimanga (imprevedibilmente visto il tema!) in una dimensione solidamente realistica.

E nella mia libreria occhieggiano i prossimi due, ovvero la Ragazza del Ritratto e Charlie Summers, quindi vediamo se arriveranno conferme sul fatto che si, Torday é adatto agli orfani di cui sopra.



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