MUSICA. LA POETICA DI BIANCONI

MONTI, MANZONI E BIANCONI

A volte si sente parlare di songwriter che dovrebbero essere compresi nelle antologie e studiati a scuola. Il tutto per me é rimasto teoria fino a quando ascoltando alcune canzoni dei Baustelle mi sono reso conto che vorrei che si potessero studiare a scuola, sia per il loro valore di testimonianza che (sopratutto) per quello letterario.

Il Corvo Joe e Alfredo....due poesie più che due canzoni. Se per la prima ciò che emerge è lo sguardo amareggiato ad altezza corvo su abitudini e miserie umane (....meritate di andare per me nell´eterno dolore...ma vi perdono perché in fondo portate nel cuore...), sulla seconda il discorso è più complesso e più suggestivo, per il collegamento con il dramma di Vermicino e per tutte le suggestioni e i transfer che ciò porta con sé.

Certo che le parole usate da Bianconi per parlarne sono le più convincenti; per chi ai tempi come me era bimbo viene evocato in pochi secondi un mondo, che comprende non solo come la cosa venne vissuta al momento, ma anche come è stata poi metabolizzata e discussa in seguito.

La strofa racconta il punto di vista prima stupito, poi speranzoso, poi disperato del bimbo - il ritornello si eleva e abbraccia la prospettiva dello spettatore, il suo occhio televisivamente vorace in un tempo in cui la diretta televisiva non era cosa scontata, così come non era scontata la copertura di un evento

Lo scrittore Giuseppe Genna ha provato a costruirci un romanzo sopra - ecco, nonostante le buona volontà, basta una strofa di Alfredo a spazzarne via tutti gli sforzi per quanto riguarda forza evocativa e capacità di emozionare.

Insomma, da antologia.

Che poi al di là delle emozioni che un testo sa regalare, si ricorda qui che la letteratura  vive di sole emozioni vive, ma pure di idee, di scienza, studio, volontà e teorie tradotte in intenzioni tradotte in pagine...

E allora in una ideale antologia accanto a Palazzeschi, perché non includere qualche calembour Battiatiano, un gesuita euclideo vestito da bonzo....o dei suoni di caviglie nere del Kathakali.

Oppure a un livello più apocalittico e politicizzato, accanto ai futuristi o a certi scapigliati potrebbe starci il sogno tecnologico bolscevico dei CSI, o loro i fuochi nella notte, o i viandanti...

E per finire in bellezza e con un tocco auto-ironico (d´altra parte mica sono un critico letterario) perché no? 

L´immortale incipit di Bad Romance  rah  rah Ah Ah Ah Roma Roma ma Gaga Uh La La potrebbe ben conquistarsi un posto accanto a certi brani del Finnegans Wake?

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